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Tradire on line è come farlo davvero: al vaglio della Consulta gli amanti sul web

Tradire on line è come farlo davvero: al vaglio della Consulta gli amanti sul web

Tradire sul web e cercare avventure extraconiugali “virtualmente” vuol dire «compromettere la fiducia tra i coniugi e provocare l’insorgere della crisi matrimoniale “.

In buona sostanza  navigare su siti di incontri e chattare equivale a tradire.
Anche se non si tradisce materialmente, si può essere fedifraghi se scoperti a cercare incontri amorosi via internet.
La Cassazione, infatti, non distingue tra il reale ed il virtuale e condanna la condotta del marito che, intento a cercare relazioni extraconiugali via web, viola  l’obbligo di fedeltà  stabilito dall’art. 143  del codice civile.
Ovviamente la condotta del marito è stata ritenuta dalla Consulta [Cassazione, sez. I civ., sentenza 16 aprile 2018, n. 9384] una causa della rottura del matrimonio.
Il caso nasce da una  moglie arrabbiata che abbandona il tetto coniugale perché sorprende il marito a chattare su siti web di incontri. L’uomo non aveva tradito materialmente la moglie, ma il giudice ha ritenuto tale comportamento lesivo del dovere di fedeltà inteso globalmente come comunione materiale e spirituale.
Siamo passati dalla cultura dell’adulterio, considerata come l’unica violazione dell’obbligo di fedeltà, alla identificazione di nuovi comportamenti infedeli.
Diventano, quindi, sanzionabili con l’addebito tutti quei comportamenti che coinvolgono la sfera sessuale e non, in grado di ledere il dovere reciproco dei coniugi della comunione materiale e spirituale.
Tali comportamenti, tuttavia, non sono tipizzati né preventivante identificabili, la decisione sulla loro sanzionabilità spetta sempre e comunque al giudice.

Cornuta, contenta e risarcita!

Cornuta, contenta e risarcita!

mamma con faccia sopresaGli spagnoli lo definiscono “ cabron”, i francesi “ cocu” e gli italiani “cornuto”.

All’origine del termine, nonostante le numerose e fantasiose leggende, vi è sicuramente l’osservazione del comportamento animale.

E’ noto che la capra cambia spesso partner con il benestare del caprone (in spagnolo cabron) e che la femmina del cuculo (in francese coucou da cui cocu) va a deporre le uova su nidi altrui.

Alla vittima di un tradimento viene attribuito questo appellativo animalesco che è svilente e denigratorio al tempo stesso.

Al dolore del tradito si contrappone il benessere del traditore e la disistima di tutti gli altri che si manifesta, però, solo nei confronti del “cornuto” di turno.

E  dal momento che i tradimenti avvengono all’insaputa del tradito/a, che è sempre l’ultimo/a ad accorgersi di indossare un copricapo pesante e ben visibile a tutti, è consigliabile non stuzzicare il suo torpore e non sollecitare la sua curiosità.

Potremmo trovarci nella condizione di doverlo risarcire per averlo esortato ad aprire gli occhi.

E’ ciò che accaduto ad una signora palermitana che si è trovata a pagare un ammenda di € 400.00 oltre ad € 500,00  a titolo di risarcimento del danno a favore della cognata  per averle inviato  due sms del seguente tenore:

E’ giusto che tu lo sappia, S. da sempre ti fa le corna, povera cretina, sei l’unica a non saperlo, forse”.

 “D’altronde una mediocre come te che si aspettava? Tuo marito è un bel ragazzo e tu una befana, non ti resta che fare la cornuta contenta”.

Dapprima il Tribunale di Palermo e poi la Corte di Cassazione Penale con sentenza n. 2597/2013, sez. I, del 17/1/2013  hanno considerato tale condotta idonea a recare molestia e disturbo alla persona offesa, ponendola in una condizione di forte disagio ed alterandone in modo significativo le normali condizioni di tranquillità personale e familiare”.

Perciò il consiglio è: bocche cucite e visi di circostanza!