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Papà ricco = più spese straordinarie di mantenimento

Papà ricco = più spese straordinarie di mantenimento

Uomo_con-soldiIn caso di separazione, al coniuge più facoltoso può essere imposto di contribuire alle spese straordinarie dei figli nella misura dell’80%.

E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione civile che, con l’ordinanza n. 21273 del 18 settembre 2013, ha confermato la sentenza della Corte di Appello di Ancona che poneva a carico del padre – chirurgo estetico – l’80% delle spese straordinarie di mantenimento per la figlia di quattro anni.

In sede di separazione e di divorzio, i genitori non collocatari normalmente sono tenuti a corrispondere un assegno per il mantenimento dei figli ed a contribuire alle cosiddette spese straordinarie, come, ad esempio, spese mediche, spese scolastiche, attività sportive e ricreative, lezioni di sostegno, ecc. (vedi anche art. “E io pago!”).

Tali spese, in genere, vengono poste dal giudice a carico di entrambi i genitori nella misura del 50% ciascuno, ma questa, come abbiamo visto, non è necessariamente la regola.

Nello stabilire la partecipazione di ciascun genitore, il giudice deve infatti considerare l’eventuale  maggiore disponibilità economica di una delle parti.

Sussiste l’obbligo di entrambi i genitori, che svolgono attività lavorativa produttiva di reddito” – ha ricordato la Cassazione nella suddetta ordinanza – “di contribuire al soddisfacimento dei bisogni dei figli minori, in proporzione alle proprie disponibilità economiche […]”.

Il dovere di istruire ed educare la prole è previsto dall’art. 147 del codice civile, che impone ai genitori di provvedere a tutte le esigenze dei figli, non riconducibili esclusivamente all’obbligo alimentare ed abitativo ma anche scolastico, sportivo, sanitario, sociale, fino a che i figli stessi non raggiungano un’indipendenza economica.

Più è alto il livello economico del genitore, maggiori saranno le esigenze del figlio e quindi più cospicuo sarà l’assegno di mantenimento.

Se la capacità contributiva della madre è minore di quella del padre, esigere da quest’ultimo un maggior contributo relativo alle spese straordinarie non costituisce una duplicazione dell’assegno di mantenimento.

Quindi, secondo la Suprema Corte, è legittimo imporre di pagare l’80% delle uscite extra al padre benestante che già corrisponde un elevato assegno di mantenimento (in questo caso, ben € 1.200,00 mensili), e non viola i criteri per la determinazione dell’assegno periodico previsti dal codice civile.