Per chi suona il campanello. Modalità dello stalking

Per chi suona il campanello. Modalità dello stalking

Quando l’amore viene il campanello suonerà …”, cantava Orietta Berti nel lontano 1970, e dopo 44 anni il campanello suona ancora, ma il ritornello della canzone dovrebbe essere aggiornato a “quando lo stalker viene il campanello suonerà …”.

Il reato più gettonato del momento, lo stalking, può assumere diverse forme e modalità.

Il comportamento di stalking più originale giunto alla ribalta delle cronache giudiziarie è stato quello di un uomo che ha molestato la ex moglie suonando alla porta della sua abitazione in continuazione, dalle 5,30 fino alle 6,40.

Nella stessa occasione, non ancora soddisfatto della molestia arrecata, si adoperava per interrompere il quadro elettrico ubicato all’esterno della casa.

Solamente l’intervento dei Carabinieri faceva cessare il comportamento molesto.

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Cornuta, contenta e risarcita!

Cornuta, contenta e risarcita!

mamma con faccia sopresaGli spagnoli lo definiscono “ cabron”, i francesi “ cocu” e gli italiani “cornuto”.

All’origine del termine, nonostante le numerose e fantasiose leggende, vi è sicuramente l’osservazione del comportamento animale.

E’ noto che la capra cambia spesso partner con il benestare del caprone (in spagnolo cabron) e che la femmina del cuculo (in francese coucou da cui cocu) va a deporre le uova su nidi altrui.

Alla vittima di un tradimento viene attribuito questo appellativo animalesco che è svilente e denigratorio al tempo stesso.

Al dolore del tradito si contrappone il benessere del traditore e la disistima di tutti gli altri che si manifesta, però, solo nei confronti del “cornuto” di turno.

E  dal momento che i tradimenti avvengono all’insaputa del tradito/a, che è sempre l’ultimo/a ad accorgersi di indossare un copricapo pesante e ben visibile a tutti, è consigliabile non stuzzicare il suo torpore e non sollecitare la sua curiosità.

Potremmo trovarci nella condizione di doverlo risarcire per averlo esortato ad aprire gli occhi.

E’ ciò che accaduto ad una signora palermitana che si è trovata a pagare un ammenda di € 400.00 oltre ad € 500,00  a titolo di risarcimento del danno a favore della cognata  per averle inviato  due sms del seguente tenore:

E’ giusto che tu lo sappia, S. da sempre ti fa le corna, povera cretina, sei l’unica a non saperlo, forse”.

 “D’altronde una mediocre come te che si aspettava? Tuo marito è un bel ragazzo e tu una befana, non ti resta che fare la cornuta contenta”.

Dapprima il Tribunale di Palermo e poi la Corte di Cassazione Penale con sentenza n. 2597/2013, sez. I, del 17/1/2013  hanno considerato tale condotta idonea a recare molestia e disturbo alla persona offesa, ponendola in una condizione di forte disagio ed alterandone in modo significativo le normali condizioni di tranquillità personale e familiare”.

Perciò il consiglio è: bocche cucite e visi di circostanza!