L’assegno di mantenimento per i figli. Ecco da dove iniziare

L’assegno di mantenimento per i figli. Ecco da dove iniziare

Ogni genitore è finanziariamente responsabile per il proprio figlio.

Per un bambino l’esperienza della separazione dei genitori rappresenta la perdita del proprio nucleo familiare ed è, quasi sempre, causa di un intenso disagio emotivo.

Per la maggior parte dei bambini è una vera propria corsa agli ostacoli intrisa di ansia, colpa, vergogna e dolore.

Nonostante ciò, ci sono delle cose che indubbiamente puoi fare per migliorare il modo con cui tuo figlio affronta questo cambiamento intorno a sé.

Queste sono cose che potrebbero davvero fare la differenza

  1. Metti i sentimenti e i bisogni del tuo bambino al primo posto.
  2. Lavora sodo per garantire che i tuoi figli abbiano buoni rapporti e un facile contatto con entrambi i genitori.
  3. I bambini possono adattarsi alla perdita quando possono fare affidamento sulla stabilità, quando ricevono informazioni oneste, quando sono incoraggiati a porre domande, a partecipare alle discussioni familiari ed a rivolgersi ad un adulto di fiducia per ottenere conforto.
  4. Decidi quando e come parlare ai tuoi figli della separazione, l’ideale sarebbe insieme all’altro genitore. Assicurati di dare una spiegazione semplice ed adeguata alla loro età.
  5. Cerca di proteggere i tuoi figli dal conflitto tra voi genitori: ciò potrebbe spaventarli e renderli particolarmente ansiosi.
  6. Ascolta le preoccupazioni di tuo figlio, accetta le sue emozioni ed esprimi comprensione per i suoi sentimenti di perdita e dolore.
  7. Fornisci rassicurazioni forti e costanti: “Va bene piangere”, “Non è colpa vostra”; spiega loro che non sono responsabili di ciò che accade in una relazione adulta.
  8. Non chiedere a tuo figlio di schierarsi, di agire come confidente o di fare da intermediario.
  9. Consenti loro di continuare la propria vita e di sviluppare e mantenere la relazione con ciascun genitore.
  10. Mantieni accordi prevedibili e affidabili, attieniti a routine e attività familiari e riduci al minimo i cambiamenti.
  11. Mantieni relazioni solide e familiari con i nonni, altri parenti stretti ed amici.
  12. Paga regolarmente l’assegno di mantenimento per i tuoi figli.

Ma chi deve sostenere il peso di mantenere finanziariamente i figli?

Generalmente il genitore che non  convive con il figlio dovrà pagare all’altro genitore un importo fisso ogni mese per la cura del minore.

Che cosa è l’assegno di mantenimento per i figli?

E’ un sostegno economico periodico, un assegno a cadenza mensile che l’ex coniuge non collocatario dei figli è destinato a versare all’altro coniuge per il loro mantenimento e cura.

L’assegno di mantenimento è utilizzato per:

Necessità di base: cibo, vestiti e alloggio, vale a dire generi alimentari, vestiario, mutuo o canone di locazione e bollette varie (acqua, gas, luce);

Esigenze educative: anche se un bambino frequenta la scuola pubblica, ci saranno spese relative al corredo scolastico, ai libri di testo ed alla mensa;

Esigenze mediche: medicine, visite mediche specialistiche, oculista, dentista, acquisto di occhiali, tutori, ecc.;

Assistenza all’infanzia: costi per baby sitter e asilo nido;

Attività extracurriculari: sport, campi estivi e programmi dopo scuola;

Intrattenimento:  forme di intrattenimento adatte all’età, tra cui Internet, TV, cinema, viaggi.

L’importo dell’assegno di mantenimento dovrebbe essere sufficiente per consentire ai bambini di mantenere lo stesso status economico di cui godevano quando mamma e papà erano uniti in matrimonio, sempre tenendo conto della necessità dei genitori non collocatari di guadagnarsi da vivere senza essere costretti a soffrire.

Come viene determinato il mantenimento per i figli?

L’assegno di mantenimento per i figli viene determinato tenendo conto di una varietà di fattori:

Redditi patrimoniali di marito e moglie (beni immobili, rendite finanziarie, redditi diversi, ecc,);

Spese per il canone di locazione o per il mutuo della casa coniugale;

Assegnazione della casa familiare a favore del coniuge al quale sono stati affidati i figli. Tale circostanza produce immediati effetti circa l’aumento di spese a carico dell’ex coniuge obbligato al pagamento, in quanto dovrà rinunciare all’unica casa in comproprietà con la moglie per affittare un altro immobile;

La quantità di tempo che il bambino trascorre con ciascun genitore. Ad esempio, il mantenimento dei figli può essere ridotto se trascorrono molto tempo con il genitore non affidatario, dal momento che sarà  lo stesso genitore a fornire direttamente il sostegno economico e l’ assistenza ai minori durante i periodi in cui i figli sono collocati presso di lui.

L’assegno di mantenimento per i figli può essere modificato?

Il mantenimento dei figli è sempre modificabile.

L’ex coniuge che è obbligato a pagare l’assegno mensile può chiedere una riduzione dell’importo solo in particolari circostanze.

Ad esempio, un genitore può perdere il lavoro, subire uno stato di disoccupazione incolpevole, ammalarsi, diventare disabile, in questi casi è un suo diritto richiedere una riduzione.

D’altro canto, potrebbe subire un miglioramento delle proprie condizioni economiche, come ricevere un’eredità significativa o aumentare sostanzialmente il proprio reddito.

In tal caso, potrebbe essergli richiesto di contribuire al mantenimento dei figli in misura maggiore.

Fino a quando devo pagare il mantenimento per i figli?

Il dovere dei genitori di mantenere i figli non si esaurisce con il raggiungimento della maggiore età. Ragion per cui l’assegno di mantenimento per i figli maggiorenni è obbligatorio nel caso in cui il figlio non sia ancora economicamente autosufficiente.

Sempre più frequenti, infatti, sono i casi in cui il figlio avendo superato già da tempo i 18 anni non sia in grado di mantenersi da solo perché iscritto all’università o perchè in cerca di una occupazione confacente alle proprie inclinazioni ed agli studi svolti.

La Cassazione con diverse pronunce ha chiarito che l’indipendenza economica consiste nel percepimento di un reddito corrispondente alla professionalità raggiunta dal soggetto, collegata allo svolgimento di un’attività lavorativa remunerata o quantomeno all’avvio verso di essa, con prospettive concrete tali da assicurare al figlio maggiorenne un introito stabile e sicuro anche per l’avvenire.

Ma è anche vero che questo supporto non può durare a vita, soprattutto nei confronti dei figli “fannulloni e bamboccioni “ che rifiutano di lavorare ed hanno un atteggiamento di inerzia.

Nel caso invece di figli maggiorenni portatori di gravi handicap, si applica interamente la disciplina prevista per i figli minori.

Chiama un avvocato esperto in diritto di famiglia per le tue domande sull’assegno di mantenimento per i figli!

Se devi pagare il mantenimento per i tuoi figli ti invitiamo a contattarci. Chiamaci e ti spiegheremo come puoi proteggere i tuoi diritti, come ridurre le spese e garantire un mantenimento adeguato ai tuoi figli. Ti aspettiamo!

Divorzio e vacanze, come comportarsi con i figli e con l’ex

Divorzio e vacanze, come comportarsi con i figli e con l’ex

Durante le vacanze siamo letteralmente inondati da immagini multimediali di famiglie felici che vivono le vacanze tutti insieme appassionatamente.

Ma la verità è che circa il 50% dei matrimoni finisce con un divorzio, e la stragrande maggioranza di quei matrimoni che sembrano apparentemente integri, sono infelici e tristi.

Quindi, se quelle immagini delle vacanze fossero più accurate, rispecchierebbero famiglie che litigano.

Immergiamoci nella realtà ed esaminiamo alcuni consigli per tutte quelle famiglie in cui non c’è accordo tra i genitori.

La prima cosa da tenere a mente è la seguente: i genitori sono adulti e come tali devono comportarsi. Sono i genitori a fare dei sacrifici per i loro figli e non i figli per i loro genitori. Considerate i sacrifici che fate per i vostri figli come un dono per le vacanze.

Evitate di mettere i figli in un conflitto di lealtà: non devono sentirsi in colpa di amare entrambi i genitori.

Invece di pensare a quanto sarebbe bello per voi avere tutti i vostri figli durante le vacanze, pensate a cosa è meglio per loro.

La cosa migliore per i  figli è non avere i genitori in lotta tra loro.

Ma quali sono gli obblighi a cui è tenuto il genitore, separato o divorziato, durante i periodi di vacanza?

Qui di seguito potrete leggere le  domande che vengono più frequentemente rivolte ad un avvocato esperto in diritto di famiglia.

Quanti giorni di vacanza  spettano a ciascun genitore separato o divorziato?

E’ opportuno che i genitori raggiungano un accordo sulle modalità di svolgimento delle vacanze estive dei propri figli. 

Si ha il dovere di favorire il rapporto dei figli con l’altro genitore per non alterare l’equilibrio psicologico e la formazione della loro personalità.

Generalmente negli accordi di separazione i giudici concedono al genitore non collocatario la possibilità di trascorrere con i figli le vacanze estive per un periodo non inferiore ai 15 giorni, anche frazionato.

Genitori separati/divorziati: chi paga le vacanze estive ai figli?

Le spese per le vacanze trascorse con i figli vanno sostenute interamente dal genitore con cui il figlio le trascorre.

Il mantenimento lo devo pagare anche durante le vacanze?

Si, il genitore che paga l’assegno di mantenimento dovrà continuare a pagarlo integralmente anche per il periodo in cui i figli sono con lui in vacanza.

Il contributo al mantenimento dei figli minori deve essere considerato come la rata mensile di un assegno annuale che viene determinato sulla base delle esigenze dei figli relative all’anno.

Sono obbligato a comunicare l’indirizzo esatto delle vacanze all’ex?

E’ buona prassi che il genitore collocatario informi l’altro sulla località di vacanza ove si recherà con i figli.

Ciò nel rispetto del dovere di collaborazione che i genitori devono mantenere nell’interesse esclusivo della famiglia.

Ad ogni modo, la violazione di questa regola comportamentale non è sanzionabile penalmente.

Vacanze all’estero: serve il permesso  di   entrambi i genitori?

Sì, per andare in vacanza all’estero ci vuole il consenso di entrambi i genitori altrimenti non potranno essere rilasciati i documenti validi per l’espatrio.

In caso di contrasto tra i genitori ci si potrà rivolgere al Giudice tutelare per chiedere l’autorizzazione all’espatrio in mancanza di consenso dell’altro genitore.

Devo chiedere ai  miei figli con chi vogliono trascorrere le vacanze?

Se hai dei figli adolescenti potrebbe essere una buona idea, ma per i bambini di età inferiore ai 12 anni è meglio che siano i genitori  a decidere.

Il modo in cui si gestisce il tempo di permanenza con ogni genitore durante  le vacanze dipende dall’età dei figli.

L’importante è che dimostriate sempre ai vostri figli che li amate cooperando ed evitando di litigare tra voi.

Se vi è piaciuto il post fatecelo sapere e lasciate la vostra opinione nei commenti!

Maggiorenne convivente con genitore separato o divorziato:  chi ha diritto al  mantenimento?

Maggiorenne convivente con genitore separato o divorziato: chi ha diritto al mantenimento?

A chi deve essere versato l’assegno di mantenimento in caso di separazione e divorzio, al figlio maggiorenne non ancora indipendente o al genitore convivente?

Domanda da un milione di dollari!

Spesso il genitore  separato o divorziato che deve mantenere il figlio maggiorenne economicamente non autosufficiente e convivente con l’altro genitore, preferisce versare il mantenimento direttamente al proprio figlio anziché all’ ex coniuge.

Ma è corretto procedere in questo modo?
La risposta è affermativa, se il figlio maggiorenne fa una richiesta esplicita con una specifica domanda – istanza.
Sia il figlio, infatti, che il genitore convivente, sono entrambi titolari del diritto a ricevere il contributo dell’altro genitore alle spese necessarie per il mantenimento.

Ce lo spiega bene la  Cassazione  nell’ordinanza n. 18008 del 9  luglio 2018.

Sia il figlio non economicamente autosufficiente che il coniuge separato sono titolari di diritti autonomi, benché concorrenti: il figlio è titolare del diritto al mantenimento, il genitore convivente è titolare del diritto a ricevere il contributo dell’altro genitore alle spese necessarie per il mantenimento del figlio medesimo cui di fatto provvede.

Quindi, il genitore obbligato a versare l’assegno di mantenimento non può decidere in modo autonomo se adempiere  nei confronti dell’altro genitore ovvero nei confronti del figlio maggiore di età  in assenza di una espressa istanza in tal senso da parte del figlio stesso.

La scelta spetta al figlio ed al genitore accettare.

Niente di personale!

L’ assegno divorzile spicca il volo… addio al mantenimento del tenore di vita matrimoniale!

L’ assegno divorzile spicca il volo… addio al mantenimento del tenore di vita matrimoniale!

Rottamazione è senza alcun dubbio la parola d’ordine dei nostri giorni.

L’orrido neologismo viene, ahimè, troppo spesso utilizzato.

Rottamiamo politici, cartelle esattoriali, multe e, non da ultimo, concetti e parametri  guida del nostro vivere sociale.

Anche il principio cardine del “mantenimento del tenore di vita“ lo scorso 10 maggio è stato brutalmente rottamato dalla Suprema Corte con la sensazionale sentenza n. 11504.

L’indipendenza e l’autosufficienza economica sono diventati gli elementi cardine da cui dipende la concessione o meno dell’assegno divorzile, a prescindere dal tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

Con il divorzio, enunciano gli Ermellini, si scioglie definitivamente il vincolo matrimoniale sia sul piano dello status personale dei coniugi, i quali dovranno perciò considerarsi single a tutti gli effetti, che sul piano dei loro rapporti economico-patrimoniali.

Attenzione, però, non viene meno la cosiddetta “solidarietà post-coniugale”, ovvero  l’inderogabile dovere di “solidarietà economica” il cui adempimento è richiesto ad entrambi gli ex coniugi a tutela della persona economicamente più debole, ma la stessa avrà una qualificazione e quantificazione differente.

I giudici, in tale ottica, valuteranno la mancanza dei mezzi adeguati dell’ex coniuge più debole o la contestuale impossibilità di procurarseli sulla base di elementi oggettivi, quali la capacità lavorativa e la presenza di altri redditi.

Superato positivamente questo primo esame passeranno alla quantificazione vera e propria dell’assegno divorzile determinata non “già in relazione del rapporto matrimoniale ormai estinto bensì in considerazione di esso nel corso di tale seconda fase, avendo lo stesso rapporto, ancorchè estinto nella sua dimensione economico-patrimoniale, caratterizzato, anche sul piano giuridico, un periodo più o meno lungo della vita comune degli ex coniugi.” [Cass. 11504/2017].

Ovviamente, a coloro che non dimostreranno di non avere mezzi adeguati di sostentamento sarà negato il diritto all’assegno di mantenimento.

Che dire, siamo dinanzi ad una vera e propria rivoluzione copernicana che ha abbracciato tutto il diritto di famiglia, cominciata con il divorzio breve e con la legge sulle unioni civili, fino al completo abbandono del concetto del tenore di vita.

Si aprono nuovi scenari, sicuramente si stoppano i cosiddetti approfittatori dell’economia matrimoniale, ma si intravedono anche prospettive di pseudo uguaglianze economiche e lavorative e di grandi rischi per la parte più debole del rapporto coniugale.

La domanda che ci si pone ora è chi potrà garantire l’eventuale ex che, noncurante della propria affermazione professionale, si è sempre occupato della famiglia e dei figli?

Dovrà accontentarsi della soglia delimitata dalla solidarietà post coniugale?

Il tempo ci dirà se tale sentenza rimarrà solo un isolato pronunciamento o determinerà un vero e proprio indirizzo giurisprudenziale.

Nel frattempo, in via cautelativa e solo in una prospettiva garantistica individuale, la scelta del regime di comunione dei beni risulta la più appropriata ed opportuna, sempre che si convoli a nozze con un coniuge abbiente.

Rimane, però, auspicabile l’intervento del legislatore in ordine all’ammissione dei patti patrimoniali per consentire ai coniugi di regolare contrattualmente i loro rapporti personali e patrimoniali  in un ottica post-matrimoniale.

Una cosa è certa: siamo ancora lontani dal superamento totale degli stereotipi di genere che questa sentenza, invece, in modo brusco e ambizioso vuole così energicamente affermare.

Hai bisogno di saperne di più? Contattaci: analizzeremo la tua situazione e ti aiuteremo a trovare la migliore soluzione per il tuo caso specifico.