Sì al trasferimento all’estero dell’ex coniuge con i figli minori

Sì al trasferimento all’estero dell’ex coniuge con i figli minori

Il processo di  globalizzazione  secondo cui idee, prodotti e persone si muovono nel mondo con grande facilità e rapidità, tocca la vita quotidiana e il destino di miliardi di individui.

Anche la famiglia si trova a  risentire dei processi di cambiamento che caratterizzano il momento sociale attuale.

Dalle famiglie tradizionali si è passati alle famiglie globali.

I sempre più frequenti matrimoni misti hanno contribuito all’incontro-scontro tra varie culture, mettendo fortemente in discussione la capacità della famiglia di uscire indenne dalle dirompenti e dissolutive spinte della società globalizzata.

Si pensi al genitore (di nazionalità italiana o estera) che, dopo la separazione, voglia spostare la propria residenza all’estero per motivi di lavoro, o semplicemente perché intende ritornare  nel proprio paese di origine.

Che ne sarà del rapporto genitori-figli?

Può il genitore trasferirsi all’estero e portare con se il figlio minore?

Quali sono le tutele per l’altro genitore che subisce il trasferimento all’estero del figlio?

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Cosa fare quando un genitore è assenteista

Cosa fare quando un genitore è assenteista

Onora tuo padre con tutto il cuore e non dimenticare i dolori di tua madre. Ricorda che essi ti hanno generato, che darai loro in cambio di quanto ti hanno dato?“ (Libro del Siracide 7,27-28)

La riconoscenza è il sentimento di gratitudine nei confronti di chi ci ha fatto del bene.

Già, ma come si fa ad essere riconoscente ad un genitore che, non essendo affidatario o meglio collocatario della prole, omette deliberatamente di esercitare il proprio diritto di visita?

Il diritto di visita del genitore non affidatario è una facoltà-dovere volto alla tutela del rapporto genitori-figli, il cui mancato esercizio può determinare gravi conseguenze sia sul minore che sul genitore medesimo.

I figli di genitori assenteisti crescono male con deficit emozionali e relazionali.

Ma se un genitore manca all’appello, quali sono i rimedi?

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Non si può impedire la frequentazione dei figli al nuovo compagno

Non si può impedire la frequentazione dei figli al nuovo compagno

Avvocato, non voglio che i miei figli passino del tempo con la nuova compagna del padre. Come posso impedirlo?”

Questa è la frase che noi avvocati, in sede di regolamentazione delle modalità di affidamento dei figli, ci sentiamo spesso rivolgere dai nostri assistiti, siano essi ex mogli-madri o ex mariti-padri.

Nella maggior parte dei casi, gli appellativi che vengono utilizzati per descrivere la nuova compagna o il nuovo compagno assumono connotati più coloriti con sfumature tendenti ad una volgarità spinta e mordace.

Ma il profondo e non troppo latente significato è quello di non consentire che durante le visite ai figli vi sia la presenza anche della nuova compagna/o con cui il padre o la madre abbiano intessuto una relazione sentimentale.

Il motivo di tale – e purtroppo frequente – atteggiamento nasce da un alto grado di conflittualità tra gli ex coniugi, e dall’incapacità di accettare la presenza nella vita dei propri figli di altre figure adulte che occupano un posto di rilievo nella vita dell’altro genitore.

La Cassazione già nel gennaio 2009, con la sentenza n. 283, aveva stabilito che non si può prevedere il divieto che agli incontri previsti per il padre o la madre non collocataria sia presente anche il nuovo partner.

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Quando la baby sitter fa le veci del padre: diritto di visita

Quando la baby sitter fa le veci del padre: diritto di visita

1Il tempo è denaro, ma non dedicare il proprio tempo per esercitare il diritto di visita al figlio minore collocato presso l’altro coniuge può essere economicamente più dannoso.

Ancora una volta sono i papà che, pur rivendicando il sacrosanto diritto alla bigenitorialità ed alla perfetta parità dei tempi da trascorrere con i figli minori, nella stragrande maggioranza rinunciano al proprio diritto/dovere di essere genitori e non esercitano neppure il diritto di visita riservato giudizialmente al genitore non collocatario.

L’altro genitore, solitamente la mamma, si trova nella antipatica situazione di dover gestire da sola tutte le problematiche dei propri  figli, con i conseguenti aggravi di costi e di tempi.

La mamma non avrà più tempo neanche di concedersi un momento di svago se l’altro genitore, inadempiente e latitante, non rispetta il diritto di visita e, quindi, l’obbligo di tenere con sé i figli nei week-end solitamente alternati.

Non si deve dimenticare che esiste un diritto del minore a frequentare il genitore non collocatario ed un dovere del genitore non collocatario, affinchè il peso della famiglia disgregata non gravi esclusivamente sull’altro genitore.

In questo senso il Tribunale di Milano, sezione IX civile, con ordinanza del 28 maggio 2013, ha osservato che “Nell’ipotesi in cui il genitore non collocatario venga meno al diritto di visita nei confronti della prole, che è invero dovere da parte del padre, è collaudata una giurisprudenza di merito che ammette l’aumento automatico del mantenimento per rendere fruibile e gestibile l’assenza del riferimento genitoriale <altro>, nel senso di consentire al genitore collocatario di profittare ad esempio di una baby sitter.“.

Essere genitori inadempienti significa essere genitori da dimenticare, l’assenza, poi, non è mai giustificabile né accettabile.

Non è difficile diventar padre, il difficile è esserlo.

Nonni in carriera

Nonni in carriera

imagesChissà perché, ma la torta di mele della nonna è sempre insuperabile ed i rimedi della nonna per tosse e mal di gola  sono i più efficaci.

Chi di noi non ha mai ricevuto una qualche dritta  dalle proprie nonne su come affrontare in modo naturale i malanni di stagione?

E se ci concentriamo un po’, ci accorgiamo di possedere piccole antologie di consigli e rimedi per ogni situazione.

iTunes ha persino creato un App per iPhone e iPad dedicata alla diffusione di tutti i vecchi consigli e trucchi della nonna con una varietà di funzioni  relative alle faccende domestiche,  cucina, salute, bellezza, bebè e bambini, bricolage, piante e giardino e consigli pratici in genere che si intitola  “Chiedilo alla Nonna! Oltre 1000 trucchi “.

I nonni oggi sono una vera e propria risorsa.

Si rivelano indispensabili come baby sitter, irrinunciabili per alcuni lavori domestici, fonte di risparmio e di tranquillità nella bella stagione consentendo ai nipoti di allungare le vacanze estive quando i genitori lavorano.

La relazione tra nonni e nipoti è fondamentale per una sana crescita psicologica del bambino.

I nonni offrono sicurezza affettiva che accresce la fiducia del minore in se stesso e nell’ambiente che lo circonda, aiutandolo così a confrontarsi con le problematiche che la vita riserva.

Il rapporto nonni e nipoti ha anche una rilevanza giuridica.

Nel quadro normativo italiano sono sempre più presenti le disposizioni che fanno esplicito riferimento all’interesse del minore a conservare e ad intrattenere  relazioni affettive  stabili e significative con i nonni.

E mentre viene tutelato l’interesse del minore, il nostro ordinamento, diversamente da altri sistemi giuridici stranieri (Francia, Spagna e Germania), non  riconosce un diritto soggettivo dei nonni a mantenere una relazione stabile e significativa con i propri nipoti, da opporre ai poteri dei genitori “salvo il caso di uso indiscriminato o arbitrario di tali poteri “ (Trib. Min. Roma 3.04.1989).

I nonni sembrano avere  un ruolo di supplenti dei genitori quando si verificano situazioni critiche.

Ad esempio, l’art. 148 del codice civile stabilisce in capo agli ascendenti (nonni) il dovere di fornire ai genitori privi di mezzi quanto necessario per il mantenimento dei figli.

In caso di abuso dei poteri parentali da parte dei genitori, i nonni possono far sentire la loro voce, ma esclusivamente nell’ambito di rapporti aventi un contenuto di carattere economico.

Tuttavia, le problematiche più rilevanti che colpiscono il rapporto nonni- nipoti si verificano quando i genitori si separano e la coppia entra in crisi.

Se la conflittualità tra i genitori è particolarmente accesa, spesso ne risente anche il diritto di visita dei nonni a causa dell’ingiustificato ostruzionismo dell’uno o dell’altro genitore.

E’ pur vero che il giudice può adottare, in sede di separazione o divorzio, provvedimenti volti a garantire incontri e contatti tra nonni e nipoti, ma trattandosi di una facoltà, questa evenienza, se non sollecitata dalle parti in causa, potrebbe non verificarsi.

Qualche nonno determinato ed intraprendente, dinanzi al tentativo da parte di uno o di entrambi i genitori esercenti la potestà genitoriale, di ostacolare e comprimere la propria relazione con il nipote minorenne, è intervenuto  direttamente nel procedimento di separazione o divorzio per far dichiarare la contrarietà del comportamento dei genitori al preminente interesse del minore a mantenere un rapporto con i propri ascendenti.

In buona sostanza, i nonni sono scesi in campo rivendicando il proprio diritto a mantenere una relazione duratura e significativa con i propri nipoti.

Ma tanto ardore si è scontrato con le pronunce della Suprema Corte che, pur valorizzando per il minore il ruolo degli ascendenti, non ha ritenuto quest’ultimi legittimati ad essere parti nei procedimenti di separazione o di divorzio.

Concludendo si può affermare che i nonni in Italia possono vantare un interesse legittimo a frequentare i nipoti minorenni, ma non possono agire direttamente per la sua tutela.

Il diritto di visita dei nonni, infatti, potrà essere tutelato solo  in via mediata ed indiretta in quanto legato esclusivamente alla soddisfazione del diritto dei minori.

Per non disattivare le relazioni fondamentali della vita di un bambino e riempire di contenuto i diritti dei nonni, dovremmo modificare il nostro atteggiamento socio-culturale verso queste straordinarie creature e garantire loro la gioia di condividere momenti significativi con i propri nipoti.

Nessuno può fare per i bambini quel che fanno i nonni: essi spargono polvere di stelle sulla vita dei più piccoli” –  Alex Haley