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Cyberbulli: genitori condannati a risarcire

Cyberbulli: genitori condannati a risarcire

Genitori dei cyberbulli condannati al risarcimento dei danni causati dai loro figli per non aver correttamente assolto ai propri obblighi educativi e di controllo sui figli.

Ora si chiama danno da carenza educativa.
“Preoccupante è il clima di intolleranza e di violenza, non solo verbale nel quale vivono oggi coloro cui è demandato il processo educativo e formativo delle giovani e giovanissime generazioni “, sono queste le dure parole espresse dai giudici  del Tribunale di Sulmona con la sentenza del 9 aprile 2018.
Parole pesanti ed allarmanti che dovrebbero far riflettere ogni genitore.
Sembra proprio che i problemi di molti figli comincino quando i genitori non sapendo come educarli, scelgono di accontentarli.
Solo l’intervento del giudice può risvegliare il torpore in cui vivono questi genitori inconsapevoli del proprio  ruolo educativo.

Il Tribunale di Sulmona, infatti,  ha ritenuto responsabili per culpa in vigilando i genitori di alcuni ragazzi colpevoli di aver diffuso con il cellulare ad altri minori e senza alcuna autorizzazione, materiale pedopornografico (foto di una ragazza di anni quattordici senza vestiti) e di aver pubblicato tali foto su un falso profilo Facebook creato appositamente.

Queste gravissime condotte lesive del diritto alla riservatezza, alla reputazione, all’onore  e all’immagine hanno determinato l’obbligo per i genitori dei cyberbulli di risarcire tutti i danni morali alla vittima minorenne ed ai suoi familiari.

Il comportamento dei cyber-bulli ha dimostrato la completa assenza di senso critico  misto ad una grave incapacità di  discernimento  e di scelta nel rispetto altrui.

 

Vedi anche: Ferire con un click, finalmente la legge contro il cyberbullismo

 

Solamente il genitore che potrà dimostrare il completo assolvimento dei propri obblighi educativi e di controllo sul figlio, potrà essere esonerato dalla condanna risarcitoria.
Forse, è  bene non dimenticare il vecchio proverbio che ci ricorda come la condotta dei genitori è la guida dei figli.

Ferire con un click: finalmente la legge contro il cyberbullismo

Ferire con un click: finalmente la legge contro il cyberbullismo

[vc_row][vc_column 0=””][vc_column_text]“Educa i bambini e non sarà più necessario punire  gli uomini”.

Il motto pitagorico sembra essere il principio ispiratore della legge n. 71  emanata lo scorso 29 maggio 2017  intitolata “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.

La necessità di una legge specifica che fornisse gli strumenti per contrastare l’allarme sociale relativo alla crescita del fenomeno del cyberbullismo, si sentiva da tempo, e finalmente è arrivata.

 La novità della legge consiste, infatti,  nelle complesse misure preventive  previste sia a livello  nazionale, che, in modo più capillare, nell’ambito di ogni istituto scolastico.

L’impostazione della legge è di carattere più prevenzionista che repressiva.

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Questo posto non è per me, grazie di tutto. Bullismo e gesti estremi

Questo posto non è per me, grazie di tutto. Bullismo e gesti estremi

“Questo posto non è per me, grazie di tutto” .

E’ il messaggio che la zia di Martina, studentessa di 16 anni, morta suicida lo scorso novembre, ha trovato scritto in un biglietto lasciato dalla nipote nella sua cameretta.

Martina è una delle ultime vittime di bullismo che ha compiuto un gesto estremo ed eclatante: si è tolta la vita gettandosi nell’Arno.

L’origine di questo male che uccide è nelle famiglie.

Quando i bambini assistono a scene di violenza domestica, che può essere fisica e/o psicologica, apprendono una nozione distruttiva: la violenza, il potere, la prevaricazione sugli altri possono essere utilizzati per ottenere ciò che si desidera.

Il bullismo non è un comportamento innato, è un comportamento acquisito dall’ambiente familiare.

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