Soffia un vento nuovo? Sì all’affido temporaneo ad una coppia gay

Soffia un vento nuovo? Sì all’affido temporaneo ad una coppia gay

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E’ la notizia della settimana, tutti ne parlano ed anche noi di FamigliaBlog ci sentiamo coinvolti e piacevolmente sorpresi.

Già dallo scorso gennaio la Cassazione, con la sentenza n. 601, ha stabilito che il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale non sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino.

Affermare ciò in assenza di certezze scientifiche o dati di esperienza che dimostri la dannosità del contesto familiare omosessuale per il bambino costituisce un pregiudizio.

Sulla stessa scia si è mosso il Tribunale dei minori di Bologna che ha affidato una bimba di tre anni ad una consolidata ed affidabile coppia gay.

Non dobbiamo dimenticare che l’affido familiare costituisce un intervento “a termine” di aiuto e di sostegno a famiglie in difficoltà che non sono in grado di provvedere alle necessità affettive, educative ed accuditive dei propri figli.

La legge consente ad un minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo di essere affidato ad un’altra famiglia, a persona singola o ad una comunità di tipo famigliare, che possa assicurargli il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno.

La possibilità per le coppie omosessuali di adottare bambini è già prevista negli Stati Uniti, Canada, Belgio, Svezia, Paesi Bassi, Spagna.

Il tribunale di Parigi, nel settembre 2004, ha disposto l’affidamento congiunto ad una coppia omosessuale femminile ritenendo “la domanda conforme all’interesse dei figli”.

Oggi l’orientamento sessuale del genitore non può fondare un giudizio di inidoneità educativa ai fini dell’affidamento, se non pregiudica lo sviluppo psicofisico equilibrato e sereno del bambino.

Ciò che deve essere valutato è la concreta attitudine del genitore al mantenimento di relazioni affettive assolutamente valide ed idonee con i figli, indipendentemente dal suo orientamento sessuale.

Alcuni studi condotti negli Stati Uniti ed in Australia hanno dimostrato che i figli di genitori omosessuali o bisessuali raggiungono un più alto livello di salute psicofisica e di coesione famigliare.

Sembra che l’apertura mentale delle coppie omosessuali renda i figli più maturi e pronti ad affrontare la vita.

Ma la domanda che dobbiamo porci riguarda noi: siamo veramente pronti ad affrontare questa problematica senza pregiudizi e ad accettare che i diritti dei gay stanno cambiando la nostra concezione di vita?

MSNA = Minori Stranieri Non Accompagnati

MSNA = Minori Stranieri Non Accompagnati

2Viviamo nel mondo del fast food, dell’usa e getta, della toccata e fuga, degli slogan e degli acronimi.

Non parliamo più con frasi compiute ed articolate, ma attraverso sigle, abbreviazioni ed acronimi talvolta importati direttamente dal mondo anglosassone.

E mentre ci è noto il significato di FAQ (frequently asked questions, domande poste di frequente) e di ZTL (zona a traffico limitato), quando ci imbattiamo in MSNA la nostra mente si blocca e non riusciamo ad identificare il significato sotteso.

MSNA sta per Minori Stranieri Non Accompagnati.

Appartengono a questa categoria i minori stranieri che si trovano nel territorio italiano privi di adeguata assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili.

E’ cronaca quotidiana lo sbarco di continui flussi misti di migranti con uno straordinario e crescente numero di minori non accompagnati che, provenienti da zone geografiche minacciate da guerre e violenza, giungono via mare alle nostre frontiere .

Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza che dobbiamo affrontare facendo rete.

Secondo l’AIBI – Associazione Amici dei Bambini -, il dato aggiornato relativo ai MSNA presenti nel territorio italiano ammonta a circa 4.056 minori.

Il minore non accompagnato che si trovi in Italia privo di adeguata assistenza familiare ha diritto alla medesima protezione da parte delle autorità giudiziarie e amministrative riservata ai minori italiani, senza alcuna discriminazione fondata sulla cittadinanza.

I minori devono essere collocati in un luogo sicuro ed affidati ad una famiglia o ad una comunità e non possono essere espulsi, tranne che per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato.

Hanno diritto di ottenere un permesso di soggiorno per minore età  e conseguentemente ad essere iscritti al Servizio Sanitario Nazionale e ad accedere a tutte le prestazioni fornite., oltre ad essere soggetti all’obbligo scolastico.

Anche in materia di lavoro ai minori stranieri si applicano le stesse norme applicabili ai minori, ovvero ammissione al lavoro solo dopo il compimento dei 15 anni e assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo.

Tra i diversi istituti di protezione dei minori, quello dell’affido familiare assume un particolare rilievo in quanto risulta essere uno dei primi strumenti ad essere attivato ed a fornire una adeguata tutela ai minori non accompagnati, vissuti in contesti familiari migratori particolarmente vulnerabili.

Pregievole e degna della massima pubblicità è l’iniziativa di AIBI denominata INALTOMARE: Se solo ogni italiano regalasse un caffè al giorno si riuscirebbero ad aprire 250 strutture e salvare la vita di 2500 bambini. Unita alla rete delle famiglie accoglienti, pronte ad aprire la loro casa a uno o due minori, già oggi potremmo raggiungere 3500 bambini “.

Attiviamoci, quindi, affinchè MSNA diventi l’acronimo di Minori Stranieri Non ABBANDONATI!