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Per chi suona il campanello. Modalità dello stalking

Per chi suona il campanello. Modalità dello stalking

Quando l’amore viene il campanello suonerà …”, cantava Orietta Berti nel lontano 1970, e dopo 44 anni il campanello suona ancora, ma il ritornello della canzone dovrebbe essere aggiornato a “quando lo stalker viene il campanello suonerà …”.

Il reato più gettonato del momento, lo stalking, può assumere diverse forme e modalità.

Il comportamento di stalking più originale giunto alla ribalta delle cronache giudiziarie è stato quello di un uomo che ha molestato la ex moglie suonando alla porta della sua abitazione in continuazione, dalle 5,30 fino alle 6,40.

Nella stessa occasione, non ancora soddisfatto della molestia arrecata, si adoperava per interrompere il quadro elettrico ubicato all’esterno della casa.

Solamente l’intervento dei Carabinieri faceva cessare il comportamento molesto.

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I figli del femminicidio: l’altra faccia della medaglia

I figli del femminicidio: l’altra faccia della medaglia

Le cose andranno male fin quando ai bambini non sarà concesso di scegliere i propri genitori.” (Giovanni Soriano, Maldetti. Pensieri in soluzione acida, 2007)

In Italia non esiste una legge che tuteli gli orfani del femminicidio.

Sono più vittime delle stesse vittime ma di loro non si parla.

Le statistiche dicono che l’82% delle vittime di femminicidio sono madri con figli minorenni che hanno assistito alle violenze subite in famiglia.

Ci siamo mai chiesti quale sarà il loro futuro, e soprattutto, se avranno un futuro?

I figli del femminicidio vengono generalmente affidati ai parenti più prossimi come zii e nonni e trattati , in assenza di regole precise e specifiche, alle stregua degli altri minori abbandonati o privi di genitori adeguati.

Ma le loro storie sono differenti, il loro trauma è più drammatico, le loro ferite sono più profonde, difficilmente rimarginabili e con conseguenze irreversibili.

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Cupido disoccupato. Il confine tra corteggiamento e stalking

Cupido disoccupato. Il confine tra corteggiamento e stalking

cupido colpito stalking

Cupido non ha più frecce al suo arco !

W. Goethe lo definiva : “Cupido, monello testardo !  “

Il dio dell’amore è in crisi ed il corteggiamento è diventata un’arte in via di estinzione.

Forse  anche Giacomo Casanova, amatore per eccellenza e sopraffino corteggiatore, avrebbe qualche difficoltà  oggi  a manifestare le sue arti seduttorie ed il suo fascino.

Il proliferare del mondo virtuale e degli appuntamenti presi in chat, trasformano la seduzione ed il corteggiamento in fantasmi sempre più evanescenti .

Inoltre,  il confine tra corteggiamento e stalking può essere impercettibile e limitare la libertà dell’uomo o della donna corteggiata, ponendola in una condizione di paura e di angoscia.

Generalmente inviare fiori, doni o lettere sono gratificante espressione di sano corteggiamento, ma senza il consenso del destinatario possono diventare molesti, sgraditi e talvolta persecutori.

Lo stesso dicasi delle telefonate, e-mail, sms che possono sfociare in forme di aggressione psicologica quando non vengano accettate dal soggetto a cui rivolgiamo la nostra attenzione.

La Cassazione penale con sentenza del 21.11.2011 n. 42953 stabilisce che l’amore non corrisposto equivale a stalking se si eccede.

Il caso nasce dal  comportamento persecutorio di una donna che a tre anni di distanza dalla fine del rapporto amoroso, continuava a molestare l’ex con “telefonate offensive, messaggi telefonici, visite presso l’azienda agrituristica avviata dall’uomo, ovvero mediante visite presso l’attività commerciale della nuova amica. “

In controtendenza, invece, è la pratica  molto amata dagli inglesi denominata  play footsie ,  il c.d. fare piedino, che per la Corte di Cassazione  [sentenza n. 2510 del 2000]  non costituisce atto di libidine, e  non è  considerata penalmente punibile.

Tuttavia “fare piedino” alla persona sbagliata o farlo in modo maldestro, potrebbe portare a conseguenze disastrose come quelle descritte nel film di Carlo Verdone “Io e mia sorella.”

I tempi cambiano e le relazioni si stabiliscono con differenti modalità,  ma un vero corteggiamento non potrà mai essere frainteso, se manifestato con rispetto dei ruoli e delle emozioni.

Ogni donna corteggiata vorrebbe sentirsi al centro dell’attenzione, ed ogni uomo corteggiatore vorrebbe essere l’esclusivo conquistatore del suo cuore, ma se non si è dotati di un naturale Savoir – Faire,  l’unica soluzione, per non cadere nella trappola dello stalking è quella di rivolgerci  alla consulenza di un accreditato Love Trainer.

Quando il troppo stroppia

Quando il troppo stroppia

famiglia Orazio Flacco lo aveva espresso così: ”est modus in rebus”, il noto proverbio popolare con il più semplice ed immediato “il troppo stroppia“, ma entrambi evidenziano che in tutte le cose occorre una giusta misura di comportamento.

Anche l’amore di una madre verso il proprio figlio deve essere equilibrato e misurato. Essere una madre iperprotettiva può determinare una condanna per il reato di maltrattamenti.

Il prefisso verbale iper nell’ambito del verbo proteggere assume un’eccezione tendenzialmente negativa, soprattutto quando nei confronti del minore vengono posti in essere atteggiamenti qualificati come “eccesso di accudienza” e “deprivazioni sociali e psicologiche”.

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Cornuta, contenta e risarcita!

Cornuta, contenta e risarcita!

mamma con faccia sopresaGli spagnoli lo definiscono “ cabron”, i francesi “ cocu” e gli italiani “cornuto”.

All’origine del termine, nonostante le numerose e fantasiose leggende, vi è sicuramente l’osservazione del comportamento animale.

E’ noto che la capra cambia spesso partner con il benestare del caprone (in spagnolo cabron) e che la femmina del cuculo (in francese coucou da cui cocu) va a deporre le uova su nidi altrui.

Alla vittima di un tradimento viene attribuito questo appellativo animalesco che è svilente e denigratorio al tempo stesso.

Al dolore del tradito si contrappone il benessere del traditore e la disistima di tutti gli altri che si manifesta, però, solo nei confronti del “cornuto” di turno.

E  dal momento che i tradimenti avvengono all’insaputa del tradito/a, che è sempre l’ultimo/a ad accorgersi di indossare un copricapo pesante e ben visibile a tutti, è consigliabile non stuzzicare il suo torpore e non sollecitare la sua curiosità.

Potremmo trovarci nella condizione di doverlo risarcire per averlo esortato ad aprire gli occhi.

E’ ciò che accaduto ad una signora palermitana che si è trovata a pagare un ammenda di € 400.00 oltre ad € 500,00  a titolo di risarcimento del danno a favore della cognata  per averle inviato  due sms del seguente tenore:

E’ giusto che tu lo sappia, S. da sempre ti fa le corna, povera cretina, sei l’unica a non saperlo, forse”.

 “D’altronde una mediocre come te che si aspettava? Tuo marito è un bel ragazzo e tu una befana, non ti resta che fare la cornuta contenta”.

Dapprima il Tribunale di Palermo e poi la Corte di Cassazione Penale con sentenza n. 2597/2013, sez. I, del 17/1/2013  hanno considerato tale condotta idonea a recare molestia e disturbo alla persona offesa, ponendola in una condizione di forte disagio ed alterandone in modo significativo le normali condizioni di tranquillità personale e familiare”.

Perciò il consiglio è: bocche cucite e visi di circostanza!