DIVORZIO E VACANZE, COME COMPORTARSI CON I FIGLI E CON L’EX

DIVORZIO E VACANZE, COME COMPORTARSI CON I FIGLI E CON L’EX

Durante le vacanze siamo letteralmente inondati da immagini multimediali di famiglie felici che vivono le vacanze tutti insieme appassionatamente.

Ma la verità è che
circa il 50% dei matrimoni finisce con un divorzio, e la stragrande maggioranza
di quei matrimoni che sembrano apparentemente integri, sono infelici e tristi.

Quindi, se quelle immagini delle vacanze fossero più accurate, rispecchierebbero famiglie che litigano.

Immergiamoci nella
realtà ed esaminiamo alcuni consigli per tutte quelle famiglie in cui non c’è
accordo tra i genitori.

La prima cosa da tenere a mente è la seguente.

I genitori sono adulti e come tali devono comportarsi. Sono i genitori a fare dei sacrifici per i loro figli e non i figli per i loro genitori. Considerate i sacrifici che fate per i vostri figli come un dono per le vacanze.

EVITATE  DI METTERE I VOSTRI FIGLI IN UN CONFLITTO DI LEALTÀ: non devono sentirsi in colpa di amare entrambi i genitori.

Invece
di pensare a quanto sarebbe bello per voi avere tutti i vostri figli durante le
vacanze, pensate a cosa è meglio per loro.

La cosa migliore per i  figli è non avere i genitori in lotta tra loro.

Ma quali sono gli obblighi a cui è tenuto il genitore, separato o divorziato, durante i periodi di vacanza?

Qui di seguito potrete leggere le  domande che vengono più frequentemente rivolte ad un avvocato esperto in diritto di famiglia.

Quanti giorni di vacanza  spettano a ciascun genitore separato o divorziato?

E’ opportuno che i genitori raggiungano
un accordo sulle modalità di svolgimento delle vacanze estive dei propri figli. 

Si ha il dovere di favorire il rapporto
dei figli con l’altro genitore per non alterare l’equilibrio psicologico e la
formazione della loro personalità.

Generalmente negli accordi di
separazione i giudici concedono al genitore non collocatario la possibilità di
trascorrere con i figli le vacanze estive per un periodo non inferiore ai 15
giorni, anche frazionato.

Genitori separati/divorziati: chi paga le vacanze estive dei figli?

Le spese per le vacanze trascorse con i
figli vanno sostenute interamente dal genitore con cui il figlio le
trascorre
.

Il mantenimento lo devo pagare anche durante le vacanze?

Si, il genitore che paga l’assegno di mantenimento dovrà continuare a pagarlo integralmente anche per il periodo in cui i figli sono con lui in vacanza. Il contributo al mantenimento dei figli minori, infatti, deve essere considerato come la rata mensile di un assegno annuale che viene determinato sulla base delle esigenze dei figli relative all’anno.

Sono obbligato
a comunicare l’indirizzo esatto delle vacanze all’ex?

E’ buona prassi che il genitore collocatario informi l’altro sulla località di vacanza ove si recherà con i figli. Ciò nel rispetto del dovere di collaborazione che i genitori devono mantenere nell’interesse esclusivo della famiglia. Ad ogni modo, la violazione di questa regola comportamentale non è sanzionabile penalmente.

Vacanze all’estero: serve il permesso di entrambi i genitori?

Sì, per andare in vacanza all’estero ci vuole il consenso di entrambi i genitori altrimenti non potranno essere rilasciati i documenti validi per l’espatrio. In caso di contrasto tra i genitori ci si potrà rivolgere al Giudice tutelare per chiedere l’autorizzazione all’espatrio in mancanza di consenso dell’altro genitore.

Devo chiedere
ai  miei figli con chi vogliono
trascorrere le vacanze?

Se hai dei figli adolescenti potrebbe essere una buona idea, ma per i bambini di età inferiore ai 12 anni è meglio che siano i genitori  a decidere.

Il modo in cui si gestisce il tempo di permanenza con ogni genitore durante  le vacanze dipende dall’età dei figli. L’importante è che dimostriate sempre ai vostri figli che li amate cooperando ed evitando di litigare tra voi.

Se vi è piaciuto questo post fatecelo sapere e lasciate la vostra opinione nei commenti.

Maggiorenne convivente con genitore separato o divorziato:  chi ha diritto al  mantenimento?

Maggiorenne convivente con genitore separato o divorziato: chi ha diritto al mantenimento?

A chi deve essere versato l’assegno di mantenimento in caso di separazione e divorzio, al figlio maggiorenne non ancora indipendente o al genitore convivente?

Domanda da un milione di dollari!

Spesso il genitore  separato o divorziato che deve mantenere il figlio maggiorenne economicamente non autosufficiente e convivente con l’altro genitore, preferisce versare il mantenimento direttamente al proprio figlio anziché all’ ex coniuge.

Ma è corretto procedere in questo modo?
La risposta è affermativa, se il figlio maggiorenne fa una richiesta esplicita con una specifica domanda – istanza.
Sia il figlio, infatti, che il genitore convivente, sono entrambi titolari del diritto a ricevere il contributo dell’altro genitore alle spese necessarie per il mantenimento.

Ce lo spiega bene la  Cassazione  nell’ordinanza n. 18008 del 9  luglio 2018.
Sia il figlio non economicamente autosufficiente che il coniuge separato sono titolari di diritti autonomi, benché concorrenti: il figlio è titolare del diritto al mantenimento, il genitore convivente è titolare del diritto a ricevere il contributo dell’altro genitore alle spese necessarie per il mantenimento del figlio medesimo cui di fatto provvede.

Quindi, il genitore obbligato a versare l’assegno di mantenimento non può decidere in modo autonomo se adempiere  nei confronti dell’altro genitore ovvero nei confronti del figlio maggiore di età  in assenza di una espressa istanza in tal senso da parte del figlio stesso.

La scelta spetta al figlio ed al genitore accettare.

Niente di personale!

L’assegno di divorzio secondo le Sezioni Unite

L’assegno di divorzio secondo le Sezioni Unite

Finalmente la tanto attesa sentenza della Cassazione a Sezioni Unite sull’assegno di divorzio.

La sentenza n. 18287, depositata lo scorso 11 luglio, attribuisce all’assegno di divorzio una funzione assistenziale, compensativa e perequativa.
Ma cosa significa?
L’assegno di divorzio da ora avrà esclusivamente finalità equilibratrice.

Verrà riconosciuto e valorizzato il ruolo ed il contributo fornito dall’ex coniuge economicamente più debole alla costituzione del patrimonio familiare.

In poche parole, l’assegno di divorzio, assumendo una funzione compensativa, diventa lo strumento che consente al coniuge più debole di ricevere quanto ha dato durante il matrimonio.
E’ un concreto riconoscimento del suo contributo alla realizzazione della vita familiare.
L’assegno di divorzio non potrà più consentire il ripristino del tenore di vita goduto durante il  matrimonio e non sarà più uno strumento esclusivamente assistenziale per il coniuge più debole.

Il nuovo assegno di divorzio offrirà una forte protezione al coniuge debole che non vedrà vanificati i sacrifici e le scelte compiute durante la vita matrimoniale, compromettendo carriera o aspettative di reddito.

Lo squilibrio che viene a crearsi con il divorzio e che l’assegno contribuirà a ridurre dovrà essere  accertato sulla base di una attenta valutazione di tutte le ragioni che l’hanno prodotto.
Il giudice, quindi, dovrà procedere ad “un accertamento probatorio rigoroso” delle ragioni che hanno determinato la sperequazione che si intende eliminare con l’attribuzione dell’assegno post-matrimoniale.
L’armonia ed i principi costituzionali di pari dignità e di solidarietà su cui si fonda il matrimonio dovranno caratterizzare anche la fase dello scioglimento del vincolo.
La vita è troppo breve per non viverla in pace ed in armonia!

Assegno di mantenimento: carcere e multa per genitori inadempienti, ma solo se ex coniugati

Assegno di mantenimento: carcere e multa per genitori inadempienti, ma solo se ex coniugati

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L’omesso versamento dell’assegno di mantenimento non sempre è reato! Solo il genitore ex-coniugato potrà commetterlo.

Questo, in estrema sintesi, ciò che dispone il nuovo art. 570 bis del codice penale introdotto dal decreto legislativo n. 21 del 2018 ed entrato in vigore ieri 6 aprile riguardo all’ assegno di mantenimento.

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L’ assegno divorzile spicca il volo… addio al mantenimento del tenore di vita matrimoniale!

L’ assegno divorzile spicca il volo… addio al mantenimento del tenore di vita matrimoniale!

Rottamazione è senza alcun dubbio la parola d’ordine dei nostri giorni.

L’orrido neologismo viene, ahimè, troppo spesso utilizzato.

Rottamiamo politici, cartelle esattoriali, multe e, non da ultimo, concetti e parametri guida del nostro vivere sociale.

Anche il principio cardine del “mantenimento del tenore di vita“ lo scorso 10 maggio è stato brutalmente rottamato dalla Suprema Corte con la sensazionale sentenza n. 11504.

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E se lui non paga l’assegno di mantenimento? Le novità della Legge di Stabilità 2016

Se il coniuge non versa l’assegno di mantenimento all’ex, ci pensa lo Stato ad anticiparlo.

Ad avvantaggiarsene saranno principalmente le donne, dato che in Italia nel 94% dei casi di separazione spetta al marito versare il mantenimento.

E’ una delle novità introdotte dalla legge di stabilità 2016, che ha istituito, in via sperimentale, un Fondo di solidarietà a tutela del coniuge bisognoso.

La nuova norma prevede che il coniuge separato che si trovi in stato di bisogno, non sia cioè assolutamente in grado di provvedere al proprio sostentamento ed a quello dei figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave, possa presentare al Tribunale di residenza domanda per ottenere l’anticipazione dallo Stato di tutte o parte delle somme non versate dall’altro coniuge.

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