ISTRUZIONE: COSA-COME-QUANDO DETRARRE?

ISTRUZIONE: COSA-COME-QUANDO DETRARRE?

Figlio mio, quanto mi costi! L’istruzione è vitale per l’educazione, ma siamo certi di conoscere tutti i modi per alleggerirne un po’ il peso economico?

A partire dall’asilo nido fino all’università ci sono tantissime spese che possono essere portate in detrazione.
Vediamo in dettaglio quali sono.

Per i più piccini dai 0 ai 3 anni vi è la retta dell’asilo nido.

Si può detrarre  il 19% della spesa sostenuta sia per le strutture pubbliche che private, fino ad un massimo di  632,00 euro  per ciascun figlio.
In pratica, pagheremo meno tasse per un importo pari a circa 120,00 euro.
Non bisogna dimenticare che quando si parla di detrazione in ordine alle spese scolastiche, ne beneficeranno solamente coloro i quali nell’ambito della busta paga  sono soggetti ad imposte.
Si tratta, infatti, di una detrazione che contribuisce a ridurre solamente l’imposta da versare.
Il recupero, cioè, avviene pagando meno imposte.
Se  le imposte non devono essere pagate nessun importo verrà rimborsato.

Per i più grandicelli, parliamo di scuola dell’infanzia, primaria, medie e superiori, si può portare in detrazione una somma massima di 786,00 euro per ciascun figlio che corrisponde ad un risparmio fiscale di circa 150,00 euro.

Tale somma nel 2019 verrà elevata a 800,00 euro, per cui si potranno recuperare circa 154,00 euro
Ma cosa si può portare in detrazione? La tassa di iscrizione scolastica e le varie attività collaterali come la gita scolastica, la mensa, i corsi di musica, i corsi di lingua, il teatro, ecc..
Attenzione: non può essere detratta la spesa per la cancelleria.

E se i nostri figli decideranno di frequentare l’università cosa potremmo detrarre?

Innanzi tutto dobbiamo sapere che non vi sono limiti di detrazione per il costo di iscrizione all’università pubblica, per il dottorato di ricerca o per i master di specializzazione.
Mentre per le università private vi sono dei limiti alla detrazione differenziati a seconda delle aree geografiche e delle facoltà.
Ad esempio, per le università private situate al nord d’Italia l’importo minimo su cui si deve calcolare la detrazione non può superare i 3.700,00 euro, al centro 2.900,00 euro, al sud 1.800,00 euro.
La buona notizia, però, riguarda l’allargamento previsto a partire da quest’anno delle fasce di esenzione: fino a 13.000,00 euro di reddito ISEE relativo al nucleo familiare, la tassa di iscrizione all’università non si paga.
Per mantenere questa esenzione si deve, tuttavia, avere un numero minimo di 10 crediti formativi acquisiti nel primo anno ed un numero di crediti non inferiore a 25 per gli anni successivi.
Deve, quindi, coesistere un requisito reddituale ed uno di merito.

E che dire degli studenti fuori sede ?

Per chi si iscrive all’università che dista più di 100 km dal proprio luogo di residenza, c’è la possibilità di portare in detrazione il 19% del canone di locazione per un importo massimo di  2.633,00 euro, ma l’appartamento dello studente deve essere ubicato nello stesso comune dell’università frequentata.
La distanza si riduce a 50 Km solamente se lo studente risiede in zone montane o disagiate.
L’istruzione è senza dubbio l’arma più potente che si possa utilizzare per cambiare il mondo, sapere cosa, come e quando detrarne i costi la rende accessibile a tutti.

Cyberbulli: genitori condannati a risarcire

Cyberbulli: genitori condannati a risarcire

Genitori dei cyberbulli condannati al risarcimento dei danni causati dai loro figli per non aver correttamente assolto ai propri obblighi educativi e di controllo sui figli.

Ora si chiama danno da carenza educativa.
“Preoccupante è il clima di intolleranza e di violenza, non solo verbale nel quale vivono oggi coloro cui è demandato il processo educativo e formativo delle giovani e giovanissime generazioni “, sono queste le dure parole espresse dai giudici  del Tribunale di Sulmona con la sentenza del 9 aprile 2018.
Parole pesanti ed allarmanti che dovrebbero far riflettere ogni genitore.
Sembra proprio che i problemi di molti figli comincino quando i genitori non sapendo come educarli, scelgono di accontentarli.
Solo l’intervento del giudice può risvegliare il torpore in cui vivono questi genitori inconsapevoli del proprio  ruolo educativo.

Il Tribunale di Sulmona, infatti,  ha ritenuto responsabili per culpa in vigilando i genitori di alcuni ragazzi colpevoli di aver diffuso con il cellulare ad altri minori e senza alcuna autorizzazione, materiale pedopornografico (foto di una ragazza di anni quattordici senza vestiti) e di aver pubblicato tali foto su un falso profilo Facebook creato appositamente.

Queste gravissime condotte lesive del diritto alla riservatezza, alla reputazione, all’onore  e all’immagine hanno determinato l’obbligo per i genitori dei cyberbulli di risarcire tutti i danni morali alla vittima minorenne ed ai suoi familiari.

Il comportamento dei cyber-bulli ha dimostrato la completa assenza di senso critico  misto ad una grave incapacità di  discernimento  e di scelta nel rispetto altrui.

 

Vedi anche: Ferire con un click, finalmente la legge contro il cyberbullismo

 

Solamente il genitore che potrà dimostrare il completo assolvimento dei propri obblighi educativi e di controllo sul figlio, potrà essere esonerato dalla condanna risarcitoria.
Forse, è  bene non dimenticare il vecchio proverbio che ci ricorda come la condotta dei genitori è la guida dei figli.

A Carnevale ogni gioco vale! Diritto fondamentale dei bambini

A Carnevale ogni gioco vale! Diritto fondamentale dei bambini

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il gioco è la medicina più grande. (Lao Tzu).

Purtroppo in Italia il diritto al gioco è poco garantito.

Secondo le statistiche sembra che il 98% dei bambini dai 3 ai 10 anni gioca soprattutto in casa, e, meno del 10% pratica regolarmente giochi all’aperto.

Un bambino su quattro, invece, trascorre più di tre ore  al giorno dinanzi allo schermo di uno smartphone o tablet.

Il gioco è fondamentale per lo sviluppo del bambino.

Giocando, il piccolo impara come funziona il mondo, a relazionarsi con gli altri, a usare l’ingegno e ad impegnarsi per risolvere piccoli problemi.

L’articolo 31 della Convenzione sui diritti dell’ infanzia, emanata dall’ONU  il 20 novembre 1989, sancisce il diritto al gioco e richiama tutti gli adulti ad adoperarsi  perché  sia  soddisfatto.

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Si può imporre il regime alimentare dei figli?

Si può imporre il regime alimentare dei figli?

L’uomo è ciò che mangia!

Come un mantra la citazione di Ludwig Feuerbach ci insegna che il nostro benessere non può prescindere dalla qualità del nostro regime alimentare.

L’inscindibile unità tra psiche e corpo ci indica che per pensare meglio dobbiamo mangiare meglio.

Sebbene il cibo sia il principale mezzo di comunicazione tra i diversi popoli, spesso ciò che si mangia diventa espressione di una precisa scelta di vita improntata a particolari credi religiosi (musulmani, buddisti etc)  od etici (animalisti etc).

Qualsiasi sia il regime alimentare che abbiamo scelto, nessuno potrà limitarlo o condizionarlo. Il problema, semmai, si pone nel rapporto tra genitori e figli minori.

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Avete figli affetti da inerzia della maturazione?

Avete figli affetti da inerzia della maturazione?

[vc_row][vc_column][vc_column_text]”Un corpo mantiene il proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, finché una forza non agisce su di esso“.

Galileo definiva così il primo principio della dinamica, altrimenti definito principio di inerzia.

Ma se abbandoniamo il campo della fisica, con il termine inerzia indichiamo quella abituale tendenza alla pigrizia, all’indolenza, al torpore spirituale, a quello stato di inazione ed inoperosità volontaria o dovuta a cause di forza maggiore.

L’evoluzione della specie non è certo avvenuta per inerzia, ma grazie a forze dinamiche ed a processi di trasformazione continua, graduale e progressiva.

E se pensiamo ai nostri figli, in che modo si manifesta  la loro evoluzione?

Ed in che modo, noi genitori, consentiamo loro di procedere nell’evoluzione?

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I senza famiglia: bambino straniero, dono o minaccia?

I senza famiglia: bambino straniero, dono o minaccia?

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Famigliablog dedica la Giornata mondiale dei diritti dell’Infanzia alla condizione dei minori stranieri non accompagnati.

I senza famiglia sono diventati un fenomeno globale.

L’ingresso nel territorio italiano (prevalentemente via mare) dei Minori Stranieri Non Accompagnati è in aumento costante.

Al 31 dicembre 2016 i MSNA  presenti e censiti in Italia erano pari a 17.373 a cui devono essere  aggiunti, però,  gli irreperibili.

La caratteristica che contraddistingue questi minori è il fatto di sperimentare l’esperienza migratoria in solitudine, senza familiari o adulti di riferimento.

Si tratta di un fenomeno rilevante  sotto un profilo quantitativo, sociale e giuridico.

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