Maggiorenne convivente con genitore separato o divorziato:  chi ha diritto al  mantenimento?

Maggiorenne convivente con genitore separato o divorziato: chi ha diritto al mantenimento?

A chi deve essere versato l’assegno di mantenimento in caso di separazione e divorzio, al figlio maggiorenne non ancora indipendente o al genitore convivente?

Domanda da un milione di dollari!

Spesso il genitore  separato o divorziato che deve mantenere il figlio maggiorenne economicamente non autosufficiente e convivente con l’altro genitore, preferisce versare il mantenimento direttamente al proprio figlio anziché all’ ex coniuge.

Ma è corretto procedere in questo modo?
La risposta è affermativa, se il figlio maggiorenne fa una richiesta esplicita con una specifica domanda – istanza.
Sia il figlio, infatti, che il genitore convivente, sono entrambi titolari del diritto a ricevere il contributo dell’altro genitore alle spese necessarie per il mantenimento.

Ce lo spiega bene la  Cassazione  nell’ordinanza n. 18008 del 9  luglio 2018.
Sia il figlio non economicamente autosufficiente che il coniuge separato sono titolari di diritti autonomi, benché concorrenti: il figlio è titolare del diritto al mantenimento, il genitore convivente è titolare del diritto a ricevere il contributo dell’altro genitore alle spese necessarie per il mantenimento del figlio medesimo cui di fatto provvede.

Quindi, il genitore obbligato a versare l’assegno di mantenimento non può decidere in modo autonomo se adempiere  nei confronti dell’altro genitore ovvero nei confronti del figlio maggiore di età  in assenza di una espressa istanza in tal senso da parte del figlio stesso.

La scelta spetta al figlio ed al genitore accettare.

Niente di personale!

L’assegno di divorzio secondo le Sezioni Unite

L’assegno di divorzio secondo le Sezioni Unite

Finalmente la tanto attesa sentenza della Cassazione a Sezioni Unite sull’assegno di divorzio.

La sentenza n. 18287, depositata lo scorso 11 luglio, attribuisce all’assegno di divorzio una funzione assistenziale, compensativa e perequativa.
Ma cosa significa?
L’assegno di divorzio da ora avrà esclusivamente finalità equilibratrice.

Verrà riconosciuto e valorizzato il ruolo ed il contributo fornito dall’ex coniuge economicamente più debole alla costituzione del patrimonio familiare.

In poche parole, l’assegno di divorzio, assumendo una funzione compensativa, diventa lo strumento che consente al coniuge più debole di ricevere quanto ha dato durante il matrimonio.
E’ un concreto riconoscimento del suo contributo alla realizzazione della vita familiare.
L’assegno di divorzio non potrà più consentire il ripristino del tenore di vita goduto durante il  matrimonio e non sarà più uno strumento esclusivamente assistenziale per il coniuge più debole.

Il nuovo assegno di divorzio offrirà una forte protezione al coniuge debole che non vedrà vanificati i sacrifici e le scelte compiute durante la vita matrimoniale, compromettendo carriera o aspettative di reddito.

Lo squilibrio che viene a crearsi con il divorzio e che l’assegno contribuirà a ridurre dovrà essere  accertato sulla base di una attenta valutazione di tutte le ragioni che l’hanno prodotto.
Il giudice, quindi, dovrà procedere ad “un accertamento probatorio rigoroso” delle ragioni che hanno determinato la sperequazione che si intende eliminare con l’attribuzione dell’assegno post-matrimoniale.
L’armonia ed i principi costituzionali di pari dignità e di solidarietà su cui si fonda il matrimonio dovranno caratterizzare anche la fase dello scioglimento del vincolo.
La vita è troppo breve per non viverla in pace ed in armonia!

Assegno di mantenimento: carcere e multa per genitori inadempienti, ma solo se ex coniugati

Assegno di mantenimento: carcere e multa per genitori inadempienti, ma solo se ex coniugati

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L’omesso versamento dell’assegno di mantenimento non sempre è reato! Solo il genitore ex-coniugato potrà commetterlo.

Questo, in estrema sintesi, ciò che dispone il nuovo art. 570 bis del codice penale introdotto dal decreto legislativo n. 21 del 2018 ed entrato in vigore ieri 6 aprile riguardo all’ assegno di mantenimento.

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L’ assegno divorzile spicca il volo… addio al mantenimento del tenore di vita matrimoniale!

L’ assegno divorzile spicca il volo… addio al mantenimento del tenore di vita matrimoniale!

Rottamazione è senza alcun dubbio la parola d’ordine dei nostri giorni.

L’orrido neologismo viene, ahimè, troppo spesso utilizzato.

Rottamiamo politici, cartelle esattoriali, multe e, non da ultimo, concetti e parametri guida del nostro vivere sociale.

Anche il principio cardine del “mantenimento del tenore di vita“ lo scorso 10 maggio è stato brutalmente rottamato dalla Suprema Corte con la sensazionale sentenza n. 11504.

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E se lui non paga l’assegno di mantenimento? Le novità della Legge di Stabilità 2016

Se il coniuge non versa l’assegno di mantenimento all’ex, ci pensa lo Stato ad anticiparlo.

Ad avvantaggiarsene saranno principalmente le donne, dato che in Italia nel 94% dei casi di separazione spetta al marito versare il mantenimento.

E’ una delle novità introdotte dalla legge di stabilità 2016, che ha istituito, in via sperimentale, un Fondo di solidarietà a tutela del coniuge bisognoso.

La nuova norma prevede che il coniuge separato che si trovi in stato di bisogno, non sia cioè assolutamente in grado di provvedere al proprio sostentamento ed a quello dei figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave, possa presentare al Tribunale di residenza domanda per ottenere l’anticipazione dallo Stato di tutte o parte delle somme non versate dall’altro coniuge.

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L’ assegno di mantenimento non va in vacanza

L’ assegno di mantenimento non va in vacanza

Durante il periodo delle vacanze estive o natalizie quando il genitore non collocatario trascorre più tempo con i propri figli, sorge spontanea la fatidica domanda: l’assegno di mantenimento può essere automaticamente sospeso?

Se non ci sono accordi specifici intervenuti tra gli ex coniugi ed inseriti nelle condizioni di separazione o di divorzio, la risposta è NO. L’assegno di mantenimento non va in vacanza.

L’assegno di mantenimento non può essere eliminato o decurtato  durante  i periodi di vacanze.

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