30 ottobre 2018 Avv. Francesca Forani

Matrimonio breve: mantenimento sì o no?

Mughetti o fiori d’arancio?

C’è chi preferisce emulare la grande Grace Kelly o la raffinata Kate Middleton scegliendo un bouquet monofiore ai mughetti  e chi, invece, adora il bouquet voluminoso multifiore.

Qualunque cosa scegliate per questo irrinunciabile accessorio, non dovete dimenticare che è il simbolo della bellezza e dell’importanza delle nozze.

Ma cosa succede se il matrimonio finisce prima che il bouquet appassisca?

Il problema non va sottovalutato.

E la domanda che sorge spontanea riguarda l’aspetto economico, ovvero se a fronte di un matrimonio breve o brevissimo si possa parlare di assegno di mantenimento.

La Cassazione ci dà alcune dritte e ci dice che un matrimonio troppo breve non consente alla coppia di coniugi di instaurare l’affectio coniugalis che, invece, è il presupposto imprescindibile dell’assegno di mantenimento.

Il termine latino affectio coniugalis sta ad indicare una comunanza di vita e di interessi  ed una reciproca assistenza materiale e morale dei coniugi.

Quando la Suprema Corte si è trovata a decidere sulla richiesta di assegno di mantenimento di una moglie per un matrimonio durato solamente 28 giorni, non poteva che respingere tale domanda.

Un così breve lasso di tempo, infatti, non consente l’instaurazione di una vera e propria comunione materiale e spirituale, così come previsto dall’art. 143 del codice civile.

In assenza di una manifestata volontà di voler vivere insieme come marito e moglie, che richiede una esteriorizzazione nel comportamento ed una apprezzabile durata nel tempo, non si può parlare di assegno di mantenimento.

Attenzione, quindi, a compiere scelte affrettate!

Il matrimonio è una scienza, pertanto, è  altamente consigliabile studiarla a fondo.

Per il momento non ci resta che concordare con il grande  Clint Eastwood che era solito dire ai suoi amici: “C’è un solo modo per avere un matrimonio felice, ed appena lo scoprirò mi risposerò.”

 

 

 

 

 

, , ,