28 settembre 2018 Avv. Francesca Forani

ISTRUZIONE: COSA-COME-QUANDO DETRARRE?

Figlio mio, quanto mi costi!

L’istruzione è vitale per l’educazione, ma siamo certi di conoscere tutti i modi per alleggerirne un po’ il peso economico?

A partire dall’asilo nido fino all’università ci sono tantissime spese che possono essere portate in detrazione.

Vediamo in dettaglio quali sono.

Per i più piccini dai 0 ai 3 anni vi è la retta dell’asilo nido.

Si può detrarre  il 19% della spesa sostenuta sia per le strutture pubbliche che private, fino ad un massimo di  632,00 euro  per ciascun figlio.

In pratica, pagheremo meno tasse per un importo pari a circa 120,00 euro.

Non bisogna dimenticare che quando si parla di detrazione in ordine alle spese scolastiche, ne beneficeranno solamente coloro i quali nell’ambito della busta paga  sono soggetti ad imposte.

Si tratta, infatti, di una detrazione che contribuisce a ridurre solamente l’imposta da versare.

Il recupero, cioè, avviene pagando meno imposte.

Se  le imposte non devono essere pagate nessun importo verrà rimborsato.

Per i più grandicelli, parliamo di scuola dell’infanzia, primaria, medie e superiori, si può portare in detrazione una somma massima di 786,00 euro per ciascun figlio che corrisponde ad un risparmio fiscale di circa 150,00 euro.

Tale somma nel 2019 verrà elevata a 800,00 euro, per cui si potranno recuperare circa 154,00 euro

Ma cosa si può portare in detrazione? La tassa di iscrizione scolastica e le varie attività collaterali come la gita scolastica, la mensa, i corsi di musica, i corsi di lingua, il teatro, ecc..

Attenzione: non può essere detratta la spesa per la cancelleria.

E se i nostri figli decideranno di frequentare l’università cosa potremmo detrarre?

Innanzi tutto dobbiamo sapere che non vi sono limiti di detrazione per il costo di iscrizione all’università pubblica, per il dottorato di ricerca o per i master di specializzazione.

Mentre per le università private vi sono dei limiti alla detrazione differenziati a seconda delle aree geografiche e delle facoltà.

Ad esempio, per le università private situate al nord d’Italia l’importo minimo su cui si deve calcolare la detrazione non può superare i 3.700,00 euro, al centro 2.900,00 euro, al sud 1.800,00 euro.

La buona notizia, però, riguarda l’allargamento previsto a partire da quest’anno delle fasce di esenzione: fino a 13.000,00 euro di reddito ISEE relativo al nucleo familiare, la tassa di iscrizione all’università non si paga.

Per mantenere questa esenzione si deve, tuttavia, avere un numero minimo di 10 crediti formativi acquisiti nel primo anno ed un numero di crediti non inferiore a 25 per gli anni successivi.

Deve, quindi, coesistere un requisito reddituale ed uno di merito.

E che dire degli studenti fuori sede ?

Per chi si iscrive all’università che dista più di 100 km dal proprio luogo di residenza, c’è la possibilità di portare in detrazione il 19% del canone di locazione per un importo massimo di  2.633,00 euro, ma l’appartamento dello studente deve essere ubicato nello stesso comune dell’università frequentata.

La distanza si riduce a 50 Km solamente se lo studente risiede in zone montane o disagiate.

L’istruzione è senza dubbio l’arma più potente che si possa utilizzare per cambiare il mondo, sapere cosa, come e quando detrarne i costi la rende accessibile a tutti.

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