21 aprile 2018 Avv. Francesca Forani

Tradire on line è come farlo davvero: al vaglio della Consulta gli amanti sul web

Tradire sul web e cercare avventure extraconiugali “virtualmente” vuol dire «compromettere la fiducia tra i coniugi e provocare l’insorgere della crisi matrimoniale “.

In buona sostanza  navigare su siti di incontri e chattare equivale a tradire.

Anche se non si tradisce materialmente, si può essere fedifraghi se scoperti a cercare incontri amorosi via internet.

La Cassazione, infatti, non distingue tra il reale ed il virtuale e condanna la condotta del marito che, intento a cercare relazioni extraconiugali via web, viola  l’obbligo di fedeltà  stabilito dall’art. 143  del codice civile.

tradire sul webOvviamente la condotta del marito è stata ritenuta dalla Consulta [Cassazione, sez. I civ., sentenza 16 aprile 2018, n. 9384] una causa della rottura del matrimonio.

Il caso nasce da una  moglie arrabbiata che abbandona il tetto coniugale perché sorprende il marito a chattare su siti web di incontri. L’uomo non aveva tradito materialmente la moglie, ma il giudice ha ritenuto tale comportamento lesivo del dovere di fedeltà inteso globalmente come comunione materiale e spirituale.

Siamo passati dalla cultura dell’adulterio, considerata come l’unica violazione dell’obbligo di fedeltà, alla identificazione di nuovi comportamenti infedeli.

Diventano, quindi, sanzionabili con l’addebito tutti quei comportamenti che coinvolgono la sfera sessuale e non, in grado di ledere il dovere reciproco dei coniugi della comunione materiale e spirituale.

Tali comportamenti, tuttavia, non sono tipizzati né preventivante identificabili, la decisione sulla loro sanzionabilità spetta sempre e comunque al giudice.

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