3 aprile 2018 Avv. Francesca Forani

Quella gazza ladra di mia moglie! Il furto tra coniugi

Accade spesso che uno dei coniugi in previsione della prossima fine del matrimonio, si organizzi per effettuare un furto di denaro o beni appartenenti all’altro coniuge nella consapevolezza di “farla franca”.

Infatti, queste iniziative sono quasi sempre efficaci.

gazza ladra furto tra coniugiCi viene in aiuto il nostro codice penale che prevede un regime privilegiato per il ladro o la ladra che sia legato al soggetto passivo da uno dei vincoli di parentela, affinità , di matrimonio o di unione civile.

Quindi, nel momento in cui l’unica persona offesa di un delitto contro il patrimonio sia il coniuge non legalmente separato, il coniuge autore del reato non sarà perseguibile.

Tale privilegio viene giustificato con l’intento di evitare un intervento punitivo che potrebbe turbare rapporti familiari normalmente caratterizzati da una comunanza di interessi non solo patrimoniali.

La punibilità o la perseguibilità d’ufficio potrebbe, infatti, arrecare maggior pregiudizio negli equilibri familiari della mancata punizione stessa.

Non dobbiamo dimenticare, tuttavia che la fattispecie eccezionale prevista dal codice penale al’art. 649 è frutto della sua epoca ovvero il 1930, ma tutt’oggi applicabile

Naturalmente sono sempre puniti penalmente  i delitti di rapina, di estorsione, di sequestro di persona a scopo di estorsione ecc.,  perché commessi non sul patrimonio del coniuge, ma mediante violenza alla persona.

Il fatto che il furto tra coniugi non sia reato, però, non esime chi, in costanza di matrimonio, ha prelevato  unilateralmente soldi dal conto corrente cointestato, di restituirlo una volta che la convivenza sia cessata.

La Cassazione ha, altresì, dichiarato che l’asportazione dei mobili, da parte del marito, prima ancora della separazione, non integra il reato di appropriazione indebita, se il fatto è stato commesso in danno della moglie non ancora legalmente separata.

La causa di non punibilità  è stata estesa anche alle coppie di fatto che abbiano instaurato un rapporto non occasionale di vita domestica, qualificato da una comunanza di sentimenti ed interessi, sempre se i reati contro il patrimonio siano  commessi in danno del convivente.

Cari coniugi prosciugare il conto corrente dell’altro, sebbene non sia perseguibile penalmente in costanza di matrimonio, non è mai una buona idea !

Quindi, addomestichiamo la gazza ladra che è in ognuno di noi e rispolveriamo, il nono ed il decimo comandamento: non commettere adulterio, non rubare !

Solo così riusciremo a chiudere un matrimonio con integrità, onore  e dignità.

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