13 marzo 2018 Avv. Francesca Forani

Gli animali ci osservano: siamo in grado di sostenere il loro sguardo?

Gli animali parlano, ma solo a chi sa ascoltarli!

Nel nostro Paese ci sono più di sette milioni di cani ed il 55 % delle famiglie italiane ne possiede almeno uno.

Il valore del rapporto uomo-animale è stato più volte sottolineato sia dalla legislazione europea, che nazionale.

«Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale» così recita l’art.1 della Legge 281/1991.

animali d'affezione caniOrmai il cane è un membro della famiglia a tutti gli effetti.

Gli animali  d’affezione, infatti, vengono riconosciuti come un “esseri senzienti”  e la relazione uomo-animale si evolve : oggi parliamo di adozione, anziché di proprietà.

Indice rivelatore di tale evoluzione è rappresentato, altresì, dalla diffusione di pronunce che riconoscono il diritto di visita in carcere al cane del detenuto, in quanto membro della famiglia, o il diritto di visita in ospedale al cane del paziente ricoverato,  perché ritenuto una attività realizzatrice della personalità umana .

Così come è stata considerata  legittima la facoltà dei coniugi,  in sede di separazione consensuale, di regolare la permanenza degli animali d’affezione presso l’una o l’altra abitazione e le modalità che ciascuno dei proprietari-adottanti deve seguire per il relativo mantenimento.

Molto interessante e decisamente innovativa è stata, inoltre, la proposta di legge che mirava a creare un collegamento diretto tra l’Anagrafe Canina di competenza regionale e lo stato di famiglia di ogni proprietario-adottante, mediante l’uso dei Web Service.

In attesa che il nostro “pelosetto” venga inserito nello stato di famiglia, non  dobbiamo dimenticare le disposizioni che il Codice della Strada dedica a tutela degli animali in caso di incidente.

L’utente della strada, infatti, che con il suo comportamento determina un danno a uno o più animali d’affezione, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno.

E poi che dire della “pet eredità?”

Sebbene poco conosciuta, sembra che siano state stimate in trentacinque miliardi di euro le eredità percepite dai cani, gatti e altri animali d’affezione.

E’ pur vero che gli animali non possono essere nominati eredi diretti, ma è possibile che diventino indirettamente beneficiari di un testamento.

Si può, infatti, designare come erede diretto una persona fisica o giuridica (associazione o fondazione) che amministri l’eredità  e assicuri all’animale vitto, alloggio e le cure necessarie.

La fedeltà di un cane è un dono prezioso che ci impone obblighi morali molto impegnativi. Quel rapporto unico ed inimitabile che solo un amico peloso può donarci, dobbiamo assolutamente meritarlo.

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