27 febbraio 2018 Avv. Francesca Forani

Coordinatore genitoriale: un arbitro per mamma e papà

Approda nel panorama giuridico italiano una nuova figura: il Coordinatore genitoriale.

Ma chi è il coordinatore genitoriale?

Sempre più spesso la famiglia moderna è teatro di quei piccoli e  banali drammi che con il tempo si trasformano in perduranti e sterili contrasti sentimentali.

Assistiamo, inesorabilmente, ad un processo di costante disgregazione del nucleo familiare ed al venir meno di quei valori della cultura esistenziale che costituivano un elemento di forza ed unità.

In questi contesti di crisi altamente conflittuali, sempre più frequentemente l’autorità del giudice si rileva insufficiente ed inadeguata a sopperire alle enormi carenze della coppia genitoriale.

massimo busacca arbitro come coordinatore genitorialeMolto popolare negli USA con la denominazione di “parenting coordination”, il coordinatore genitoriale integra un nuovo ruolo professionale con lo specifico compito di facilitare la risoluzione delle dispute tra genitori molto litigiosi.

Il Tribunale di Milano già nel 2016, in un giudizio ad elevato tasso di conflittualità tra i coniugi, prevedeva  l’inserimento nella famiglia disgregata della figura del coordinatore genitoriale.

Trattasi di un soggetto terzo, imparziale,  in grado di aiutare le parti ( genitori litigiosi) ad attuare un programma di genitorialità nell’ambito dell’incarico e dei compiti predefiniti disposti dal giudice stesso.

La coordinazione genitoriale è un intervento focalizzato sul minore, ma rivolto ai genitori separati o divorziati, la cui continua ed elevata litigiosità costituisce un rischio di danno psicologico per i figli.

La designazione del CG (coordinatore genitoriale), che deve essere effettuata sull’accordo delle parti, ha lo specifico scopo di ridurre l’intervento del giudice  ed evitare ulteriori iniziative giudiziali in ambito di responsabilità genitoriale.

Il CG ha una vera e propria funzione di assistenza, controllo e ruolo attivo insieme ai genitori, aiutandoli nella gestione della relazione con i figli minori  e nella assunzione delle scelte fondamentali che li riguardano.

Può esprimere raccomandazioni e decisioni in ambito, medico, educativo di formazione e di crescita dei minori.

Si distingue dai Servizi Sociali, spesso utilizzati per monitorare  l’ottemperanza dei provvedimenti giudiziari, in quanto svolge una funzione riservata e mantiene una specifica attenzione al caso specifico, riuscendo, così, a garantire un intervento più capillare e strutturato.

Si distingue, inoltre, dal mediatore familiare il cui ruolo è proteso solamente ad accompagnare le coppie nel processo di mediazione.

Per la sua funzione decisionale e di assunzione di scelte, il CG si avvicina  molto alla figura dell’arbitro che prende decisioni basate su valutazioni non solo giuridiche, ma di merito e di opportunità, sempre nell’interesse esclusivo del minore.

Secondo il Tribunale meneghino la figura del coordinatore genitoriale deve anche scongiurare l’eccessivo ricorso alle azioni giudiziarie e tra gli specifici compiti viene individuato anche quello

di segnalare con urgenza all’autorità giudiziaria minorile ogni condizione di concreto pregiudizio psicofisico del minore che venisse a ravvisare” [ Trib. Milano, Sez. IX civ., 29 luglio 2016]

Il problema dell’alta conflittualità di alcuni genitori separati o divorziati e del danno che questa produce sui figli è enorme.

L’utilizzo di questa nuova figura può quindi sicuramente agevolare non solo la risoluzione delle dispute genitoriali, ma anche l’attuazione di appropriati programmi di genitorialità  al fine di costruire relazioni co-genitoriali stabili e funzionali.

  • Share:
,