Coordinatore genitoriale: un arbitro per mamma e papà

Coordinatore genitoriale: un arbitro per mamma e papà

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Approda nel panorama giuridico italiano una nuova figura: il Coordinatore genitoriale.

Ma chi è il coordinatore genitoriale?

Sempre più spesso la famiglia moderna è teatro di quei piccoli e  banali drammi che con il tempo si trasformano in perduranti e sterili contrasti sentimentali.

Assistiamo, inesorabilmente, ad un processo di costante disgregazione del nucleo familiare ed al venir meno di quei valori della cultura esistenziale che costituivano un elemento di forza ed unità.

In questi contesti di crisi altamente conflittuali, sempre più frequentemente l’autorità del giudice si rileva insufficiente ed inadeguata a sopperire alle enormi carenze della coppia genitoriale.

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Biotestamento: voglio scegliere io quando morire

Biotestamento: voglio scegliere io quando morire

[vc_row][vc_column][vc_column_text]«Se non posso essere quello che sono adesso, preferisco morire», queste furono, secondo Beppino Englaro, le parole della figlia un anno prima del tragico incidente (Englaro B. – Nave E., Eluana. La libertà e la vita, Rizzoli, Milano 2009).

Non sapremo mai se Eluana quelle parole le abbia effettivamente pronunciate con la forza e consapevolezza che oggi sono previste per la sottoscrizione del c.d. testamento biologico o biotestamento.

Dopo nove anni dalla morte di Eluana, con un lungo e tortuoso percorso, non privo di polemiche, anche in Italia la battaglia di compassione e di libertà è stata finalmente vinta con la Legge 219 del 22 dicembre 2017, entrata in vigore lo scorso 31 gennaio.

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Orfani speciali: una legge per i bambini di femminicidi

Orfani speciali: una legge per i bambini di femminicidi

“Balloon girl” – “La ragazza con il palloncino”  è uno dei lavori più famosi di Bansky. Ancora ignota, invece,  risulta l’identità dell’autore.
Nessuno sa con certezza chi si nasconda dietro il nome Bansky,  forse una donna, forse un gruppo di artisti.
Una cosa è certa: Bansky rappresenta la street art per eccellenza, le sue opere documentano la povertà della condizione umana e rappresentano tutti quegli aspetti della realtà che si ha interesse a mantenere celati.

“La ragazza con il palloncino” è forse l’opera che può meglio rappresentare il contenuto della Legge n. 4 emanata l’11 gennaio 2018, riguardo gli orfani speciali.

La normativa introduce modifiche  al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e ad altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici.

Bambini e bambine, cioè, che hanno perso la madre per mano del padre, a volte anche assistendo al delitto.
Per loro  è prevista, innanzi tutto, la possibilità di essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato a prescindere da qualsiasi limite di reddito.

Viene poi assicurata loro l’assistenza medico-psicologica gratuita, a cura del Servizio Sanitario Nazionale, per tutto il tempo occorrente al pieno recupero del loro equilibrio psicologico.
E’ poi riconosciuta  una quota di riserva nelle assunzioni, nonché l’accesso al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti.

Viene infine previsto che il Tribunale competente provveda all’affidamento dei minori orfani per crimini domestici privilegiando la continuità delle relazioni affettive consolidatesi con i parenti fino al terzo grado e, soprattutto, tra fratelli e/o sorelle.

Altro aspetto non meno importante, è la possibilità per i figli della vittima di crimini domestici di chiedere la modificazione del proprio cognome, ove coincidente con quello del genitore condannato in via definitiva.

L’omicidio della moglie o della  compagna è un crimine devastante e lo è ancor di più per i figli che diventano orfani due volte.
Questa legge, sebbene in ritardo fornisce delle risposte concrete alle vere vittime, ai c.d. “orfani speciali”, agli  spettatori silenziosi di crimini efferati, e contribuisce ad infrangere definitivamente il solidissimo tabù culturale della negazione della violenza domestica.

A Carnevale ogni gioco vale! Diritto fondamentale dei bambini

A Carnevale ogni gioco vale! Diritto fondamentale dei bambini

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il gioco è la medicina più grande. (Lao Tzu).

Purtroppo in Italia il diritto al gioco è poco garantito.

Secondo le statistiche sembra che il 98% dei bambini dai 3 ai 10 anni gioca soprattutto in casa, e, meno del 10% pratica regolarmente giochi all’aperto.

Un bambino su quattro, invece, trascorre più di tre ore  al giorno dinanzi allo schermo di uno smartphone o tablet.

Il gioco è fondamentale per lo sviluppo del bambino.

Giocando, il piccolo impara come funziona il mondo, a relazionarsi con gli altri, a usare l’ingegno e ad impegnarsi per risolvere piccoli problemi.

L’articolo 31 della Convenzione sui diritti dell’ infanzia, emanata dall’ONU  il 20 novembre 1989, sancisce il diritto al gioco e richiama tutti gli adulti ad adoperarsi  perché  sia  soddisfatto.

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Samuela Baiocco: vivere la diversità come un’opportunità

Samuela Baiocco: vivere la diversità come un’opportunità

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“Correre oltre me”  è l’opera prima dell’esordiente Samuela Baiocco edita dalla Zefiro Srl.

Un romanzo autobiografico scritto da una giovane donna che con coraggio, determinazione  ed ironia ha messo a nudo se stessa raccontando la propria storia.

Samuela Baiocco è nata e cresciuta a Fermo nelle Marche.  Fin dalla nascita vive l’esperienza di una grave disabilità motoria che, però, non le ha impedito di realizzarsi.

Si è laureata in Sociologia ad Urbino con lode e lavora presso il Comune di Fermo dopo aver vinto un concorso pubblico “non per categorie protette”.

Samuela nel suo romanzo svela l’esperienza della sofferenza unita ad una inesauribile energia vitale.

Ci descrive con forza e fierezza i suoi pensieri e la sua determinazione nel rivendicare un ruolo, il suo ruolo, nel mondo.

Caratteristiche di una tenace guerriera.

Ecco come ha risposto alle nostre domande.

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