31 gennaio 2018 Avv. Francesca Forani

App per genitori separati: basta conflitti grazie alla tecnologia

E’ arrivata l’APP per genitori separati salva conflitti acquistabile alla modica cifra di € 2,99 al mese !

Se fosse davvero così semplice, avremmo trovato la panacea a tutti i mali derivanti dalla corretta gestione della tanto decantata  bigenitorialità.

Le diverse APPlicazioni per web e smartphone  ideate per agevolare il coordinamento tra genitori separati o lontani, vengono dall’estero.

Negli USA sono utilizzate frequentemente per il regolare  pagamento del mantenimento e la ripartizione dei costi che i genitori separati o divorziati devono affrontare per i figli.

app per genitori separati sentenza tribunale modenaAppena introdotta in Italia è l’APP statunitense denominata  2houses.com (letteralmente tradotta: due case) utilissima per gestire l’intera vita familiare, dalla lista della spesa ai compiti dei figli, e particolarmente indicata non solo per genitori separati o divorziati, ma anche per famiglie moderne e tecnologiche.

Ma basta davvero una APP per diventare genitori equilibrati ed adeguati? Il Tribunale di Modena ha deciso di accettare la scommessa.

E’, infatti, il primo Tribunale italiano ad aver deciso di aderire al “Progetto Anthea” per gestire tutti gli aspetti relativi alla regolamentazione dell’affido condiviso dei figli.

Il progetto Anthea è un’applicazione per smartphone e tablet comprensiva di piattaforma  per la comunicazione virtuale con la quale i genitori, separati o divorziati, possono scambiarsi informazioni, documenti e accordi che riguardino la vita e le esigenze dei figli.

Si possono creare  mini eventi (ad esempio “ accompagnare il minore  a Judo o a scuola di danza, piscina o tennis, festa di compleanno” etc…) e verificare l’adesione dell’altro genitore  che, a sua volta, può proporre eventi alternativi.

Tali eventi vengono registrati e non sono cancellabili, permettendo così di monitorare il comportamento dei genitori ed il rispetto degli accordi presi.

L’accesso ai dati che avviene mediante apposita password è consentita anche al giudice ed ai servizi sociali e quest’ultimi, se interpellati, possono intervenire per dare consigli ai genitori nella gestione dei figli.

Tutta la messaggistica e la documentazione viene archiviata e potrà essere prodotta e utilizzata come prova in caso di giudizio.

Anche i nonni possono avere un accesso, sebbene limitato, alla piattaforma per consultare l’album fotografico dei nipoti con la possibilità di postare a loro volta varie foto.

I giudici modenesi  hanno dimostrato coraggio e lungimiranza.

Hanno accettato il ricorso di due giovani ex coniugi che si sono impegnati  “al fine di facilitare la gestione delle problematiche che possano riguardare la prole e per facilitare la gestione della conflittualità genitoriale”, ad utilizzare l’applicazione telematica Anthea “in modo esclusivo” per qualsiasi comunicazione che riguardi le figlie minorenni, con la consapevolezza che tutte le comunicazioni scambiate sulla piattaforma digitale potranno essere oggetto di produzione documentale, rappresentando prova “ineluttabile ed incontestabile tra le parti” e che “il mancato uso dell’applicazione non potrà essere oggetto di giustificazione alcuna e potrà essere liberamente valutato dal magistrato in caso di decisioni che derivino da atti e procedimenti attivati a seguito di insorta conflittualità tra i genitori successivamente”. [Trib. Modena  n. 2259 del 28.12.2017]

Il tempo ci dirà se l’APP ci salverà dai conflitti.

Ad ogni modo non dobbiamo dimenticare che se da un lato la tecnologia ci aiuta a vivere in modo meno conflittuale la disgregazione del  rapporto di coppia, dall’altro rischiamo seriamente di  dipendere  da uno smartphone  e da una connessione wifi.

, ,