30 novembre 2017 Avv. Francesca Forani

Avete figli affetti da inerzia della maturazione?

Un corpo mantiene il proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, finché una forza non agisce su di esso“.

Galileo definiva così il primo principio della dinamica, altrimenti definito principio di inerzia.

Ma se abbandoniamo il campo della fisica, con il termine inerzia indichiamo quella abituale tendenza alla pigrizia, all’indolenza, al torpore spirituale, a quello stato di inazione ed inoperosità volontaria o dovuta a cause di forza maggiore.

L’evoluzione della specie non è certo avvenuta per inerzia, ma grazie a forze dinamiche ed a processi di trasformazione continua, graduale e progressiva.

E se pensiamo ai nostri figli, in che modo si manifesta  la loro evoluzione?

Ed in che modo, noi genitori, consentiamo loro di procedere nell’evoluzione?

 

inerzia scimmia che si gratta“Nelle società ricche gli adulti restano bambini” e i nostri figli non crescono.

Abbiamo eserciti di maggiorenni non autosufficienti ovvero non economicamente indipendenti che vantano il diritto di essere mantenuti dai propri genitori.

E poi ci sono anche coloro che  intentano causa ai propri genitori per il c.d. diritto permanente alla paghetta, ottenendo anche ragione.

Per i giudici della Corte d’Appello di Trieste, infatti, un genitore è sempre economicamente responsabile per il proprio figlio, “pur a fronte di un non efficace impegno nello studio e nel lavoro…” perché “nell’attuale momento economico si deve riconoscere, in generale, la possibilità di una certa inerzia nella maturazione che porta all’indipendenza dei giovani ragazzi..”.

Il Tribunale di Milano, con ordinanza del 29 marzo 2016, ha addirittura indicato l’età di 34 anni come limite massimo per ritenere, in ogni caso ed a prescindere da ogni valutazione, superata la fase di  tutela del figlio.

In realtà con il raggiungimento del diciottesimo anno di età gli obblighi genitoriali nei confronti dei figli assumono caratteristiche differenti.

Si passa  dai poteri rappresentativi e disciplinari forti, ai soli obblighi di natura economica per il mantenimento ed istruzione finalizzati al raggiungimento della totale indipendenza economica dei figli.

Ad ogni modo inculcare nei propri figli un sano senso di responsabilità in grado di alimentare la consapevolezza delle loro azioni resta la strada migliore da percorrere.

Amare i propri figli non significa coccolarli sempre e comunque, ma anche saper prendere decisioni difficili e imporre limiti e regole da rispettare.

Dobbiamo capire se l’inerzia insita nel comportamento dei nostri figli sia o meno colpevole per tutelarci dinanzi a quelle forme, come le definisce la Suprema Corte “ di vero e proprio parassitismo di ex giovani ai danni dei loro genitori sempre più anziani”.

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