14 settembre 2017 Avv. Francesca Forani

Vaccinazione mancata: quali conseguenze legali?

Mai tema è stato così dibattuto e produttivo di contrasti come quello della vaccinazione dei bambini.

Spesso non teniamo a mente che  proprio grazie alla tecnica della vaccinazione siamo riusciti a debellare il vaiolo e combattiamo molte altre gravi malattie contagiose.

E’ altresì noto, però, che nessun programma di vaccinazione è esente da rischi.

Anzi, a dire il vero, a tutt’oggi  la pericolosità delle vaccinazioni non può assolutamente essere considerata una eventualità eccezionale.

La scienza medica, d’altro canto, ci ha sempre rassicurato che eventi dannosi conseguenti alla vaccinazione sono rari e che i rischi di subire danni da vaccinazione sono notevolmente inferiori a quelli a cui si va incontro non vaccinandosi.

Ci facciamo, tuttavia, prendere la mano dalla grande confusione creata dai vari movimenti sorti pro-vax  e anti-vax e dalle notizie diffuse dai new media  di forte impatto emotivo e  non riusciamo a capire quale sia la strada giusta da seguire per la tutela dei nostri figli.

Il problema, delicatissimo e di non facile soluzione, sembra, quindi, essere il bilanciamento tra libertà di cura e tutela della salute pubblica.

Infatti, se da un lato la vaccinazione elimina o riduce enormemente la contrazione della malattia, sottopone, nello stesso tempo, la collettività a quello che è stato definito  “il rischio legale della vaccinazione obbligatoria”.

E la domanda sorge spontanea: la legge che impone una vaccinazione obbligatoria è compatibile con la tutela del diritto alla salute sancito dall’art.32 della nostra Costituzione?

La regola, quando si parla di trattamenti sanitari, è l’autodeterminazione dell’uomo ovvero un trattamento può essere imposto al singolo solo se indispensabile per la salute della collettività e di chi vi è sottoposto.

Ma la dimensione individuale e quella collettiva entrano in conflitto quando le vaccinazioni obbligatorie comportano conseguenze pregiudizievoli per i singoli.

Ed è la Corte Costituzionale, con sentenza n.118 del 18.04.1996 , ad evidenziarci come la legge che impone la vaccinazione sia un esempio di quelle c.d. “scelte tragiche del diritto”.

“… le scelte che una società ritiene di assumere in vista di un bene … che comporta il rischio di un male … L’elemento tragico sta in ciò, che sofferenza e benessere non sono equamente ripartiti tra tutti, ma stanno integralmente a danno degli uni o a vantaggio degli altri. Finché ogni rischio di complicanze non sarà completamente eliminato attraverso lo sviluppo della scienza e della tecnologia mediche …, la decisione in ordine alla sua imposizione obbligatoria apparterrà a questo genere di scelte pubbliche. “

E’ pertanto evidente che l’ordinamento italiano, nel bilanciamento tra salute pubblica e salute del minore lascia prevalere la prima ( salute pubblica) ogni volta che impone una vaccinazione per preservare la collettività dalla diffusione di patologie.

Quindi, se la vaccinazione nasce dalla esigenza di tutela della salute pubblica dei bambini in età prescolare e scolare, questa deve prevalere sulle prerogative della responsabilità genitoriale che viene considerevolmente compressa, negando di fatto ogni opzione di scelta ai genitori.

La responsabilità genitoriale non viene intesa come espressione della libertà dei genitori, ma è un diritto-dovere che trova il suo fondamento nell’interesse del figlio-minore.

In realtà, come esprime la dottrina giuridica più accreditata, il consenso dei genitori per qualsiasi trattamento sanitario sui minori non è espresso in qualità di rappresentanti legali del proprio figlio (minore  incapace legalmente), ma in attuazione del loro ruolo di garanti della salute del bambino.

E quali sono le misure previste in caso di inadempimento degli obblighi vaccinali?

  • La legge commina delle sanzioni pecuniarie, l’importo delle quali sarà modulato in base alla gravità dell’infrazione commessa ( da € 100,00 a 500,00).
  • L’esecuzione della vaccinazione obbligatoria non potrà essere coercitivamente imposta con l’intervento della forza pubblica.
  • La mancata certificazione delle vaccinazioni non comporterà il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami.
  • La vaccinazione, invece, in età prescolare (dagli 0 ai 6 anni) costituisce requisito di accesso alle scuole dell’infanzia o a qualsiasi altra attività educativa affine.

La scelta di non far vaccinare i propri figli non rappresenta più una condotta a rischio di sospensione della responsabilità genitoriale, ma i genitori inadempienti verranno convocati  dalle competenti aziende sanitarie locali per un colloquio, al fine di fornire ulteriori  informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l’effettuazione.

Fare una scelta consapevole oggi è molto difficile, ad ogni modo sia se apparteniamo al gruppo di genitori pro-vax, o al gruppo degli anti-vax, cerchiamo di accedere ad informazioni scientificamente corrette e non sottovalutiamo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità su rischi e responsabilità (clicca sulla frase sottolineata per scaricare).

 

,