14 giugno 2016 Francesca Forani

L’importanza del contratto di convivenza per le coppie non sposate

Ci sposiamo o conviviamo?

E’ il dilemma del millennio.

Se il fascino del matrimonio non vi attrae, potete sempre scegliere di convivere.

Non potrete ignorare, però, che le coppie conviventi non sposate, definite coppie di fatto, non hanno goduto fino ad ora di una autonoma disciplina.

Il nostro ordinamento, infatti, ha attribuito una formale superiorità ed una maggiore dignità alla famiglia fondata sul matrimonio.

contratto di convivenzaPerché si possa parlare di convivenza è imprescindibile il requisito della coabitazione qualificata ovvero diretta a realizzare una stabile comunanza di vita materiale e spirituale tale da essere socialmente riconosciuta.

Dal 5 giugno 2016 le cosiddette coppie di fatto ricevono il dovuto  riconoscimento e tutela giuridica attraverso lo strumento del contratto di convivenza.

Le coppie non sposate potranno così definire, in modo dettagliato, tutta la gestione del patrimonio e le conseguenze di un’eventuale cessazione della convivenza.

La partecipazione alle spese comuni, gli obblighi di contribuzione di ciascun partner, i criteri di attribuzione della proprietà dei beni mobili ed immobili acquistati durante la convivenza, le modalità di utilizzo della casa familiare nonché la facoltà di assistenza reciproca, in caso di malattia o di incapacità di intendere e di volere e da ultimo anche la designazione reciproca ad amministratore di sostegno, potranno essere l’oggetto del contratto di convivenza.

Non si potranno, invece, concedere benefici al convivente in caso di morte, ma si dovrà ricorrere al tradizionale testamento ed inserire clausole a favore del partner.

A pena di nullità il contratto di convivenza deve essere redatto per iscritto e potrà avere la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata  con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato.

Entro 10 giorni della sua redazione dovrà essere trasmesso al Comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione nei registri anagrafici.

Dal contratto di convivenza nascono dei veri e propri obblighi giuridici a carico di coloro che lo hanno sottoscritto.

In caso di violazione da parte di uno dei contraenti, l’altro sarà legittimato a rivolgersi al giudice per ottenerne l’adempimento.

Non dimentichiamo che il contratto di convivenza, se ha la forma dell’atto notarile o della scrittura privata autenticata, costituisce  titolo esecutivo che consente l‘immediato avvio della esecuzione forzata.

Quindi, in definitiva, prevenire è meglio che curare.

Mettere nero su bianco i reciproci diritti ed obblighi garantisce la stabilità della coppia ed evita problemi in caso di risoluzione della convivenza, tema che tratteremo nel prossimo post.

 

 

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