13 aprile 2016 Francesca Forani

Buona notte con papà!

Da genitore dimenticato a genitore attivo: è questo il nuovo ruolo che, finalmente, viene attribuito al papà quando il vincolo coniugale si sfalda.

Non c’è alcun dubbio che la competenza genitoriale paterna si stia sempre più affiancando a quella materna.

Non sono rari, infatti, i papà che si occupano delle cure fisiche del neonato, dell’allattamento con il biberon, del cambio del pannolino e del fatidico bagnetto.

Inoltre, il proliferare di “Manuali di sopravvivenza dei papà moderni” e dei vari blog di padri che si definiscono imperfetti testimonia questa evoluzione del ruolo paterno.

Nella prassi giudiziaria, invece, stenta a decollare il concetto di equa distribuzione della presenza di entrambi i genitori nella vita dei figli, quando questi ultimi, soprattutto, sono neonati.

papà

Nel 90% dei casi le sentenze limitano a poche ore la settimana la frequentazione dei padri con i figli, creando così uno svilimento del rapporto e della relazione padre-figlio.

Quando, poi, la fascia di età dei figli è inferiore agli anni tre, la stragrande maggioranza dei tribunali è restia a concedere il loro pernottamento presso il padre che viene autorizzato solo successivamente al compimento del quarto anno di vita del bambino.

E’ per questo motivo che la sentenza del Tribunale di Roma, la quale ha riconosciuto al padre il diritto ai pernottamenti della sua bambina di appena sedici mesi, è innovativa ed importantissima.

Vi è impresso il vero senso del concetto di bigenitorialità, che deve garantire al minore la possibilità di vivere con ciascun genitore tutte le varie esperienze della vita come il pernottamento, il gioco, lo studio, il recarsi e tornare da scuola, lo shopping, le vacanze ed il tempo libero.

Forse si sta abbandonando uno stereotipo pericoloso e sciocco proprio di una certa miope magistratura, la quale prevedeva che i padri potessero svolgere i compiti di cura e accadimento dei propri figli solo a partire da una certa età del bambino.

La decisione del Tribunale di Roma è da considerarsi un primo passo molto significativo che ci conduce dritti verso un concetto di genitorialità piena e paritaria tra madre e padre.

Il padre non dovrà più sentirsi “un brutto anatroccolo”, “calimero” o semplicemente “un bancomat”, ma una guida autorevole ed amorevole.

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