14 ottobre 2015 Francesca Forani

L’ assegno di mantenimento non va in vacanza

Durante il periodo delle vacanze estive o natalizie quando il genitore non collocatario trascorre più tempo con i propri figli, sorge spontanea la fatidica domanda: l’assegno di mantenimento può essere automaticamente sospeso?

Se non ci sono accordi specifici intervenuti tra gli ex coniugi ed inseriti nelle condizioni di separazione o di divorzio, la risposta è NO. L’assegno di mantenimento non va in vacanza.

L’assegno di mantenimento non può essere eliminato o decurtato  durante  i periodi di vacanze.

assegno di mantenimento

La ragione del mantenimento della contribuzione a carico del genitore non collocatario anche durante le vacanze estive e natalizie è ben sintetizzata nella sentenza emessa dal Tribunale di Milano sez. IX del 1 luglio 2015 :

Il giudice della famiglia, regolando la contribuzione del genitore non convivente, stabilisce una somma astratta in una unica soluzione, quantificandola, sostanzialmente, in moneta: ogni anno, in via anticipata, il padre è tenuto a versare alla madre l’importo stabilito. Trattandosi di un onere rilevante, al solo fine di agevolare il debitore, il giudice può, però, stabilire che il pagamento avvenga in misura rateale o frazionata, in linea con la previsione che può assistere le obbligazioni pecuniarie in generale. Ciò soprattutto dove sia lo stesso debitore a richiederlo. Da qui la prassi di fissare l’assegno di mantenimento dei figli secondo rate mensili. Ne consegue che nessuna sospensione o riduzione per il mese di agosto (o estivi in genere) è ipotizzabile poiché quell’importo non costituisce altro se non la “rata” della somma globale che va somministrata per quella periodicità.

Nella società italiana, purtroppo, manca una cultura della separazione  e gli ex coniugi, trovandosi in difficoltà economica, tendono sempre più ad omettere e/o autoridursi l’ammontare dell’assegno di mantenimento durante i periodi di permanenza più lunga dei figli presso di loro.

Il buon senso dovrebbe prevalere.

Quando si ricopre un ruolo di responsabilità genitoriale, abbiamo il dovere di praticare l’arte del “buon senso” inteso come capacità naturale di capire e decidere verso ciò che è giusto.

In caso di difficoltà economica è meglio chiedere una rinegoziazione dell’assegno, mai trascurare la questione e decidere senza il consenso dell’altro coniuge, ma,  soprattutto, mai accumulare numerosi arretrati.

Rivolgersi al proprio avvocato per rinegoziare l’importo dell’assegno e chiedere di  disciplinare in dettaglio  tutti gli accordi economici relativi ai figli, è sempre la soluzione migliore.

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