25 maggio 2015 Francesca Forani

Si può uscire dalla “gabbia della convivenza”?

Si sa che l’amore non è bello se non è litigarello,  ma “una volta iniziata una lite nessuno saprà quello che accadrà”, diceva Cicerone.

Nulla di più vero nel caso di litigi tra conviventi.

Se apparteniamo alla categoria dei conviventi non proprietari di beni immobili, potremmo dalla mattina alla sera trovarci scaraventati fuori casa senza alcuna tutela?

Mettere alla porta il proprio convivente perché la relazione è finita non è possibile!

Ormai la famiglia di fatto, la c.d. convivenza “ more uxorio”, ha assunto un ruolo rilevante a livello sociale, tanto che l’ordinamento e la giurisprudenza più recente della Corte di Cassazione la definiscono come “formazione sociale che da vita ad un autentico consorzio familiare”.

convivenzaPur escludendo una completa equiparazione tra convivenza e matrimonio, la Suprema Corte qualifica la posizione del convivente espulso dall’abitazione come vera e propria detenzione tutelabile, valorizzando così «la dignità stessa del rapporto di convivenza di fatto».

Più volte, infatti, la Cassazione ha stabilito che il convivente non può essere considerato come ospite, in quanto la stessa convivenza

determina, sulla casa di abitazione ove si svolge e si attua il programma di vita in comune, un potere di fatto basato su di un interesse proprio del convivente ben diverso da quello derivante da ragioni di mera ospitalità, tale da assumere i connotati tipici di una detenzione qualificata, che ha titolo in un negozio giuridico di tipo familiare. Al riguardo, è stato ritenuto che l’estromissione violenta o clandestina dall’unità abitativa, compiuta dal convivente proprietario in danno del convivente non proprietario, legittima quest’ultimo alla tutela possessoria, consentendogli di esperire l’azione di spoglio”.

Si può, tuttavia, porre fine alla “gabbia della convivenza” adottando, però, le dovute accortezze nei confronti della persona con cui abbiamo condiviso la nostra casa fino ad ora.

Se proprio non riusciamo ad imparare l’arte più grande, ovvero l’arte di vivere insieme, ricordiamoci che senza congruo preavviso non si può estromettere il convivente dall’abitazione.

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