15 aprile 2015 Francesca Forani

No all’assegno di mantenimento se l’ex coniuge si rifà una famiglia

Tutti sanno che a lungo andare “tenere il piede in due scarpe” può essere controproducente.

La leggenda da cui scaturisce il famoso detto narra che una bella, giovane ed affascinante donna si recò da un calzolaio per acquistare un paio di scarpe e dimostrandosi indecisa fra due paia diverse, chiese di poter fare prima dell’acquisto definitivo un piccolo giro di prova indossandone una al piede destro e l’altra al piede sinistro.

Il calzolaio ammaliato da tanta dolcezza consentì il giro di prova che, però, durò quasi un mese.

Fu così costretto a vendere alla furbacchiona le due scarpe rimaste ad un prezzo stracciato poiché nessuno avrebbe mai comprato una scarpa destra ed una sinistra di diversa foggia.

mantenimentoChi, come la avvenente fanciulla, cerca di utilizzare la stessa tecnica contando sull’assegno di mantenimento dell’ex coniuge, pur avendo costituito un’altra famiglia di fatto con un nuovo compagno/a, per ottenere benefici da entrambe le situazioni, ha oggi poche “chance” di successo.

La Suprema Corte con la sentenza 17195 del 2015  ha, infatti, espresso in modo più deciso un concetto già enunciato nel 2011, ovvero la decadenza dal diritto all’assegno di mantenimento se il coniuge beneficiario intraprende una convivenza di fatto.

La Corte ha, inoltre, chiarito che

“[…] la famiglia di fatto non consiste soltanto nel convivere come coniugi, ma indica prima di tutto una famiglia portatrice di valori di stretta solidarietà, di arricchimento e sviluppo della personalità di ogni componente, e di educazione e istruzione dei figliOve tale convivenza assuma i connotati di stabilità e continuità, e i conviventi elaborino un progetto ed un modello di vita in comune (analogo a quello che di regola caratterizza la famiglia fondata sul matrimonio) […] la mera convivenza si trasforma in una vera e propria famiglia di fatto  […]”.

Il principio fondante della sentenza è il seguente: se si forma una nuova famiglia di fatto, cessa il diritto all’assegno di mantenimento.

Attenzione, quindi, a chi tiene il piede in due scarpe, perché prima o poi rischia di rimanere scalzo.

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