2 aprile 2015 Francesca Elisabetta

Le spose migranti

FamigliaBlog questa settimana va a Singapore per regalarvi l’opportunità di approcciare i nuovi fenomeni sociali del mondo orientale.

Parliamo delle Migrant Brides: le Spose Migranti.

Con tale espressione ci si riferisce ad un numero crescente di donne asiatiche provenienti da paesi in via di sviluppo, che emigrano a Singapore con il solo obiettivo di sposarsi.

Si tratta di una vera e propria emigrazione matrimoniale finalizzata esclusivamente a soddisfare i ruoli riproduttivi familiari, non avendo queste donne un livello di istruzione e di reddito tale da consentire loro di entrare nel Paese attraverso i canali convenzionali.

Le aspiranti Spose entrano a Singapore attraverso apposite agenzie matrimoniali, mediante intermediari sociali o come lavoratrici domestiche temporanee.

spose migrantiLe agenzie, in particolare, organizzano tour matrimoniali di cinque giorni, durante i quali gli ipotetici sposi possono scegliere la futura moglie tra una selezione di donne, a prezzi ormai contenuti e quindi accessibili a tutti.

Altre vengono introdotte da spose migranti che già si sono stabilizzate a Singapore o da uomini immigrati che hanno trovato nella città-stato singaporese una stabile occupazione lavorativa, ricevendo una piccola commissione per tale attività di intermediazione.

Le spose migranti non sono in grado di provvedere a se stesse e vengono considerate un vero e proprio peso per la società.

I loro mariti sono tendenzialmente più vecchi e di basso reddito, il che impedisce loro di garantire  la permanenza delle proprie mogli nel Paese.

Infatti, alle spose migranti spesso vengono negato il visto di residenza permanente o la cittadinanza, possono generalmente godere di un permesso di visita a lungo termine rinnovabile annualmente con la “garanzia” del marito.

Le spose migranti sono considerate delle eterne “outsider”, anche se hanno acquisito dei legami permanenti con il Paese in qualità di mogli e madri di cittadini singaporiani.

Vengono trattate dalla società come delle semplici domestiche, ma tale attività lavorativa non è considerata valida dallo Stato  di Singapore per l’acquisto della cittadinanza, inoltre è precluso loro l’accesso ad altre tipologie di lavoro ed al sistema previdenziale.

Sono donne completamente isolate e spesso soggette ad abusi domestici che le rende sieropositive.

La sieropositività le isola ancor di più, poiché la malattia preclude loro ogni possibilità di  ottenere il visto permanente e la cittadinanza di Singapore.

Qualora i mariti smettano di garantire per loro, volontariamente o involontariamente (a causa di morte, divorzio, ecc.), le spose migranti vengono rimpatriate senza i loro figli.

Il fenomeno delle spose migranti sembra essere una reazione ai cambiamenti dei ruoli di genere avvenuti negli ultimi dieci anni.

Le donne di Singapore, infatti, costituiscono il 49% della forza lavoro della Città –Stato.

Di conseguenza  si assiste ad una percentuale decrescente di matrimoni in quanto la priorità delle donne è la carriera.

I lavori domestici ed il tradizionale ruolo di accudimento familiare vengono concessi in appalto ai lavoratori domestici provenienti dai paesi in via di sviluppo.

Il matrimonio stesso viene concesso in appalto.

Gli uomini di Singapore cercano donne con un reddito inferiore al loro.

Le donne di Singapore cercano uomini che hanno un reddito superiore al loro.

Lo standard di aspettative che hanno le donne di Singapore è sempre più elevato  ed è per questo motivo che gli uomini preferiscono le straniere, le c.d. spose migranti  che dipendono totalmente dai loro mariti che esaudiscono i loro desideri e che cucinano qualsiasi pietanza viene loro richiesta.

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