23 marzo 2015 Francesca Elisabetta

Quali detrazioni fiscali per i conviventi?

Lo sapevate che il convivente  non può ottenere lo status di familiare fiscalmente a carico e che non può usufruire delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie o sul risparmio energetico?

Tali agevolazioni spettano, infatti, soltanto ai familiari.

L’art. 433 c.c. e l’art. 5 del Testo unico delle imposte sui redditi definiscono familiari il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado, escludendo quindi il convivente.

Ciò significa che, in caso di lavori di ristrutturazione eseguiti su un immobile di proprietà di uno dei conviventi, l’altro convivente che abbia sostenuto le relative spese non potrà detrarle.

Una sentenza della Corte di Cassazione, sezione Tributaria (sentenza  del 5 novembre 2008 n. 26543), in merito alla possibilità di beneficiare della detrazione Irpef sulle ristrutturazioni edilizie, aveva equiparato la posizione del convivente more uxorio a quella del coniuge convivente in caso di rapporto di convivenza iniziato prima dell’esecuzione dei lavori.

L’Agenzia delle Entrate non si è, però, mai pronunciata ufficialmente sul punto, lasciando quindi sempre aperta ogni possibilità di contestazione in caso di detrazione richiesta da conviventi non sposati.

Un modo perché il convivente possa beneficiare della detrazione in realtà c’è, e consiste nello stipulare con il proprietario un contratto di comodato (a titolo gratuito).

Infatti, diventando titolare di un diritto personale di godimento il convivente può usufruire delle detrazioni fiscali riservate altrimenti solo al proprietario dell’immobile.

Davanti al Fisco non tutte le coppie sono uguali e ancora lunga è la strada per l’equiparazione tra convivenza e matrimonio.

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