16 marzo 2015 Francesca Forani

Quando i genitori litigano sulla residenza dei figli

La condotta dei genitori è la guida dei figli”, recita un antico proverbio.

Ma quale guida possono essere dei genitori che litigano sulla residenza dei propri figli?

Attenzione, poi, a trasferire la residenza del figlio all’insaputa dell’altro coniuge: scatta immediatamente il reato di sottrazione di minore.

Infatti, impedire l’esercizio della funzione educativa e dei poteri inerenti l’affidamento all’altro genitore costituisce l’elemento determinante per la configurazione del reato.

Al minore, inoltre, deve essere  garantito il  diritto di vivere secondo le determinazioni di entrambi i genitori e nell’ambiente naturale stabilito.

residenza dei figliIl Tribunale di Milano ha stilato una serie di otto criteri oggettivi, ormai collaudati, a cui si deve attenere il giudice chiamato alla risoluzione dei conflitti genitoriali in ordine alla residenza dei figli.

Conoscerli è di fondamentale utilità.

Il primo criterio riguarda le motivazioni del trasferimento del genitore collocatario  che devono essere valide e circostanziate.

Non possono basarsi esclusivamente sulla ricerca di chance lavorative migliori per l’adulto.

Il secondo criterio sono i tempi e le modalità di frequentazione tra il figlio e l’altro genitore non collocatario che subisce il trasferimento.

Tali modalità devono consentire all’altro genitore di frequentare il figlio senza stravolgere le proprie abitudini di vita e di non dover affrontare sforzi economici insostenibili o sproporzionati ai propri redditi.

Il terzo criterio è relativo alla disponibilità dell’altro genitore non collocatario a trasferirsi per mantenere la propria funzione genitoriale.

Il quarto criterio, invece, attiene alla salvaguardia delle relazioni che il minore ha con altre figure chiave della propria esistenza ( rapporti con i nonni, zii e cugini).

Il quinto richiede, inoltre, la valutazione degli effetti del trasferimento sul minore, non trascurando l’indispensabile bisogno di stabilità ambientale, emotiva, psicologica e di relazione che hanno i figli durante la crescita.

Il sesto criterio è relativo alla analisi delle caratteristiche dell’ambiente sociale e familiare in cui il genitore intende trasferirsi.

Il settimo riguarda l’età dei figli: infatti  più i figli sono piccoli, più risulta compromessa la probabilità di mantenere un significativo legame con l’altro genitore non collocatario.

Ultimo criterio, ma non per ciò meno importante, riguarda la volontà del minore di volersi trasferire.

Maggiore sarà l’età del minore, maggiore rilevanza avranno nella decisione giudiziale il parere del figli ed i suoi desideri.

Quindi, cari genitori litigiosi prendete appunti e riflettete bene prima di compiere scelte affrettate.

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