17 novembre 2014 Francesca Forani

GOOD BYE MON AMOUR. L’illusione del divorzio breve

“It must have been love, but it’s over now / It must have been good, but I lost it somehow [Dev’essere stato amore, ma adesso è finito / Dev’essere stato bello, ma ora l’ho perduto]”

Chi non ricorda la celeberrima canzone- colonna sonora di Pretty Woman?

Quando l’amore finisce si vorrebbe fuggire, scomparire, sciogliere immediatamente tutti i vincoli che ci legano alla persona un tempo tanto amata;

in una parola: si vorrebbe ricominciare una nuova vita e voltare pagina.

Ma a noi italiani non è stata concessa questa opportunità.

Il tanto agognato divorzio breve, ancora una volta, si è trasformato in una pura illusione, in un vero e proprio miraggio.

Pretty woman divorzio breveIl decreto 132/2014, coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione, ha semplificato solo in parte la procedura di separazione e di divorzio.

Al modico prezzo di 16,00 euro ci si potrà separare solo in assenza di figli e se si è d’accordo sul dividersi.

Ci si potrà presentare dinanzi all’ufficiale di stato civile del comune, senza la necessità di farsi assistere da un avvocato, per concludere un accordo di separazione o per modificare le condizioni di separazione, così come per divorziare.

Attenzione però, l’accordo concluso dinanzi al sindaco non potrà contenere patti di trasferimento patrimoniale!

Se, invece, ci sono figli, portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, trasferimenti immobiliari, assegni di mantenimento da concordare e case coniugali da assegnare, diventerà indispensabile l’aiuto dell’avvocato, ma non necessariamente si ricorrerà al tribunale.

Raggiunto l’accordo all’interno dello studio legale incaricato, con la modica cifra di 43,00 euro, i coniugi potranno presentare personalmente il loro ricorso.

Ovviamente dovranno corrispondere la parcella all’avvocato per la consulenza ottenuta, ma i tempi di attesa si azzereranno.

I coniugi, infatti, dovranno firmare l’accordo e la dichiarazione davanti al sindaco, che li inviterà a ripresentarsi dopo 30 giorni per confermare la scelta.

La mancata comparizione dei coniugi equivarrà a mancata conferma dell’accordo.

I fatidici tre anni tra separazione e divorzio dovranno in ogni caso intercorrere, ma gli effetti dell’accordo decorreranno dalla data dell’atto sottoscritto dai coniugi e non più dalla data di comparizione in tribunale.

Nulla cambierà, invece, in caso di disaccordo nella separazione.

I coniugi dovranno rivolgersi ai rispettivi avvocati ed al tribunale di competenza rispettando le tradizionali modalità.

Che dire, ancora una volta siamo gli ultimi della classe: il divorzio breve proprio non ‘s’ha da fare!

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Comment (1)

  1. Mi chiedo quali siano i motivi per mantenere queste lungaggini nelle procedure di divorzio, in un sistema legale già collassato come quello Italiano 🙁

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