3 novembre 2014 Elisabetta De Santis

Via libera ai bonus bebè

E’ dal 2008 che in Italia il numero di bambini nati ogni anno continua a diminuire.

Il 2013 ha fatto registrare un record storico in tale senso, con soli 540 mila bambini nati (il 20% dei quali da madri straniere).

Le cause principali del dato negativo degli ultimi anni sono da ricercare nella precarietà economica e nell’incertezza per il futuro, che costringono molte giovani coppie a rinviare a tempi migliori la decisione di avere un figlio.

Ecco allora che il Governo Renzi annuncia, con la Finanziaria 2015, l’introduzione del c.d. bonus bebè da 80 euro al mese per tre anni.

Si tratta, in realtà, solo dell’ultima iniziativa in ordine di tempo a prevedere un sostegno economico per le famiglie al fine di incentivare la natalità.

bonus bebèIl primo intervento sul tema risale al 2006 con il governo Berlusconi.

Caro … , felicitazioni per il tuo arrivo! Lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di 1.000 euro? I tuoi genitori potranno riscuoterlo presso …”: è con queste “rassicuranti” parole che iniziava la lettera inviata dall’allora Premier ai nascituri, salvo poi richiederne la restituzione a circa 8 mila famiglie italiane nel 2011.

La Riforma Fornero del 2012, invece, per venire incontro alle esigenze delle donne lavoratrici, introdusse la possibilità per le neomamme che, al termine del periodo di maternità obbligatoria volessero rientrare al lavoro, di richiedere un contributo economico (300 euro mensili per sei mesi), utilizzabile o per pagare una baby sitter o per coprire la retta dell’asilo nido (vedi anche  “I buoni tata”).

Il bonus previsto dal disegno di Legge di stabilità 2015 (le cui sorti non saranno note prima di fine anno) consiste in  un assegno di 960 euro all’anno (80 euro mensili) per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017 alle famiglie con un reddito complessivo inferiore o pari a 90 mila euro.

L’assegno verrà corrisposto dall’INPS dietro presentazione di un’apposita domanda e sarà versato fino al terzo anno di età del bambino ovvero fino al terzo anno di ingresso nel nucleo familiare in caso di adozione.

Basteranno gli  80 euro mensili ad incentivare nuove nascite?

Probabilmente no, se non integrati con ulteriori misure a sostegno della famiglia, come investimenti sugli asili nido pubblici, aumento delle detrazioni fiscali e previsione di ulteriori congedi per i genitori.

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