13 ottobre 2014 Francesca Forani

Le relazioni spezzate

Le scoperte più originali, si sa, si fanno per caso.

Alla fine della mia visita presso il Parlamentarium, il centro visitatori del Parlamento Europeo di Bruxelles, mi sono imbattuta in una strana e, sul momento, incomprensibile esposizione temporanea.

L’attenzione degli altri visitatori mi ha spinto ad indagare, così ho cercato di capire il significato di tutti quegli oggetti di uso comune li esposti con tanto di testo in inglese accanto.

Stavo visitando “The Museum of broken relationship”, ovvero il museo delle relazioni spezzate.

Tutti gli oggetti esposti rappresentavano ed assumevano il ruolo di testimoni silenti di relazioni amorose finite, fallite o semplicemente ricordate.
Accanto ad ogni oggetto veniva raccontata la storia d’amore rappresentata in lingua inglese ed in forma anonima.

relazioni spezzateUn oggetto mi ha colpito: una bottiglia dipinta.

La storia si intitolava  “A bottle in the sea”.

Vi riporto il testo in lingua originale perché l’inglese riesce a trasmettere quel sentimento vero, essenziale e puro espresso dalla sua autrice, una donna di 39 anni.

Se, invece, volete leggerlo in italiano, dovrete accontentarvi della mia libera traduzione.

Devo dire che il particolare e originale assortimento di oggetti esposti (braccialetti, bambole, bottiglie ripiene di sabbia, notebook, cinture, ecc.) ha salvaguardato un patrimonio emozionale sia personale che collettivo ed è riuscito a comunicare a tutti i visitatori il grande sentimento d’amore vissuto da coloro che hanno voluto condividerlo.

Nel 2011 il museo delle relazioni spezzate ha preso il premio Kennet Hudson quale museo più innovativo d’Europa.

 

A bottle in the sea

This bottle and I have been inseparable for 40 years!

I was with my parents in our house at the seaside when I found it on the beach, but there was no message inside.

The message came to me a bit later that same day.

On that afternoon, I felt like painting the bottle, customizing it, it was a kind of a treasure of mine.

I was in the office next to my father when, in spite of background music, I overheard a conversation between him and some woman.

My father’s voice change and, after having hung up, I could feel he was worried.

At that moment, he went to see my mother, who was painting at her studio, to explain to her the phone conversation that had just take place before my eyes.

Being only five years old, I didn’t understand much, I only know that my mother started crying.

I was hiding myself behind an armchair and I heard them say: “How can we explain to her that we adopted her and that she is our daughter. MY daughter”.

Today, my parents aren’t here anymore, and not a day goes by without me thinking about them.

I miss them. I was a happy and fulfilled child.

As a tribute to them I entrust you with this bottle.

MY bottle, and its history. MY history.

 

Una bottiglia nel mare.

Io e questa bottiglia siamo inseparabili da quasi 40 anni!

Stavo con i miei genitori nella casa al mare quando la trovai in spiaggia, senza alcun messaggio dentro.

Il messaggio arrivò più tardi lo stesso giorno.

Quel pomeriggio sentii il desiderio di dipingere la bottiglia, di personalizzarla, la consideravo un mio tesoro.

Ero nello studio accanto a mio padre quando, nonostante il sottofondo musicale, origliai una conversazione tra lui e una donna.

La voce di mio padre cambiò e, dopo aver agganciato, percepii la sua preoccupazione.
Andò da mia madre che stava dipingendo nella sua stanza per riferirle la conversazione telefonica che aveva appena avuto dinanzi ai miei occhi.

Avevo solo 5 anni, non capii molto, so solamente che mia madre scoppiò in lacrime.

Mi nascosi dietro l’armadio e ascoltai i miei genitori pronunciare queste parole: “Come faremo a spiegarle che l’abbiamo adottata, e che è nostra figlia. Mia figlia.”

Oggi i miei genitori non ci sono più e non passa giorno che io non pensi a loro.

Mi mancano. Ho avuto un’infanzia molto felice.

E quale tributo a loro ho affidato a voi questa bottiglia.

La mia bottiglia e la sua storia. La mia storia.

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