22 settembre 2014 Elisabetta De Santis

Casalinghe, non disperate!

Il Consiglio di Stato tende una mano alle mamme casalinghe riconoscendo al padre la possibilità di utilizzare i riposi per allattamento durante il primo anno di vita del bambino, anche se la mamma non è una lavoratrice dipendente.

Secondo la legge, infatti, i permessi per allattamento possono essere concessi  al padre solo se la madre è lavoratrice dipendente o libera professionista.

Con la innovativa sentenza dello scorso 10 settembre, scaturita dal ricorso di un assistente della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Genova, il Consiglio di Stato ha valorizzato sia il ruolo del padre all’interno della famiglia che quello della madre .

Da un lato, infatti, si concede al padre lavoratore dipendente l’opportunità di beneficiare dei permessi per la cura del figlio anche quando la madre non sia una lavoratrice, dall’altro si valorizza il ruolo della casalinga considerando i suoi compiti per ampiezza, intensità e responsabilità , molto più gravosi rispetto a quelli esercitati da un lavoratore dipendente.

permessi padre casalingheGià la Corte di Cassazione nel 2005 aveva ritenuto assimilabile l’attività domestica a qualsiasi altra attività lavorativa, ma con la sentenza del Consiglio di Stato n. 4618 del 10 settembre 2014) si è evidenziata l’oggettiva difficoltà, nel caso di lavoratrice casalinga, di conciliare,

[…] le delicate e impegnative attività di cura del figlio con le mansioni del lavoro domestico; laddove, invece, è  dato di comune esperienza che l’attività dalla casalinga esercitata in ambito familiare spesso necessita, alla nascita di un figlio, di aiuti esterni (collaboratore/rice familiare e/o baby-sitter), utilmente surrogabili, nel caso delle famiglie mono-reddito, proprio mediante ricorso al godimento dei permessi da parte dell’altro genitore lavoratore dipendente.”.

Finalmente vengono prese in considerazione le difficoltà incontrate dall’“angelo del focolare” diventata madre.

E’ proprio il caso di dire “Casalinghe non disperate, ma esultate!”

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