15 settembre 2014 Francesca Forani

Se il genitore è assente il figlio può chiedere il risarcimento

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

I versi della bellissima canzone di Franco Battiato intitolata “La cura” ci fanno riflettere sull’essenza dell’amore inteso come cura e accompagnamento di un altro essere, e sulle problematiche connesse all’abbandono ed all’assenza di una persona insostituibile e necessaria nella vita di un figlio, quale è il genitore.

pugni genitore assenteSiamo passati dal concetto di famiglia-istituzione a quello di famiglia-comunità per valorizzare il ruolo di ogni singolo membro all’interno del nucleo familiare.

I genitori, infatti, non esercitano più la potestà genitoriale sui propri figli intesa come diritto, ma hanno, più che altro, la titolarità di un dovere che si chiama responsabilità genitoriale.

La famiglia non è esclusivamente il luogo di incontro e di vita comune, ma diventa uno spazio di autorealizzazione e di crescita improntata al mutuo rispetto e nel cui ambito i singoli componenti ricevono tutela e cura, dapprima come persone e, poi, come membri del nucleo familiare stesso.

Quindi, il rispetto della dignità e della personalità di ogni componente familiare assurge a diritto inviolabile, la cui lesione da parte di un altro membro può determinare una responsabilità civile e la conseguente tutela risarcitoria.

Purtroppo, una ipotesi frequente di illecito endofamiliare è quella del genitore (in misura predominante il padre) che omette deliberatamente di svolgere il proprio ruolo scelto con la procreazione.

Il minore che perde uno dei due genitori a causa del suo permanente assenteismo, non riesce a compensare tale mancanza con la presenza dell’altro genitore o dei parenti prossimi, né con il mero sostegno economico.

La privazione della «famiglia», intesa come ambiente primario e società naturale all’interno della quale i singoli si costruiscono come adulti e come persone, legittima il minore ad ottenere il risarcimento del danno patito in conseguenza dell’assenza del genitore.

Il danno subito da una persona minore di età privata del genitore per volontà unilaterale di quest’ultimo, è come uno “strappo insanabile al tessuto connettivo primario della famiglia“, afferma la Suprema Corte.

“La violazione dei doveri di mantenimento, istruzione ed educazione dei genitori verso la prole, a causa del disinteresse mostrato nei confronti dei figli per lunghi anni, ben può integrare gli estremi dell’illecito civile, cagionando la lesione di diritti costituzionalmente protetti, e dar luogo ad un’autonoma azione dei medesimi figli volta al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi dell’art. 2059 c.c.” [Cass. n. 5652/2012; n. 20137/2013].

Chissà se la prospettiva del risarcimento riuscirà a modificare la condotta di quei genitori dolosamente assenteisti dalla vita dei propri figli !

Nel frattempo, incrociamo le dita e aspettiamo fiduciosi.

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