1 settembre 2014 Elisabetta De Santis

Che cos’è la mediazione familiare

In Italia e nel mondo esistono diverse scuole di pensiero e differenti modelli operativi di mediazione familiare.

In questo articolo non verranno tutte approfondite nello specifico.

La visione da noi condivisa e applicata è quella che considera la mediazione familiare come un processo di gestione del conflitto e di risoluzione delle controversie in ambito familiare, in cui le parti sono assistite da un soggetto imparziale – il mediatore – al fine di trovare una propria risoluzione condivisa dei problemi.

Si tratta di un percorso scelto volontariamente, che a livello profondo mira alla rigenerazione delle relazioni familiari principalmente attraverso la riattivazione della comunicazione tra le persone coinvolte.

mediazione familiareDa un punto di vista pratico, il mediatore familiare aiuta ad elaborare accordi e a gestire i conflitti in momenti come: la separazione, il divorzio, le adozioni, le controversie legate alle successioni ereditarie e alla gestione pratica dei figli, degli anziani e delle persone diversamente abili.

Il mediatore è un soggetto terzo, imparziale, che lavora in autonomia dall’ambiente giudiziario e terapeutico, che opera per facilitare la comunicazione, vagliare le opzioni disponibili e raggiungere decisioni concordate, in grado di soddisfare gli interessi di tutti.

Il suo compito in generale può essere visto come quello di aiutare le famiglie ad usare la loro energia in modo costruttivo anziché distruttivo, per affrontare i cambiamenti in atto.

Nella maggioranza dei casi la mediazione familiare si occupa dei conflitti che nascono a causa delle separazioni e dei divorzi sia per le coppie di fatto che per quelle sposate.

Al termine degli incontri, il mediatore redige un documento di intesa che contiene gli accordi negoziati e condivisi durante il percorso e che potrà essere presentato agli avvocati come base per un accordo di separazione o divorzio consensuale.

Nei casi di coppie già divorziate o separate, è possibile anche lavorare per nuovi accordi o modifiche a quelli precedentemente presi, soprattutto a causa dei cambiamenti dei bisogni dei figli dettati dalla loro crescita.

Il mediatore, garantendo l’equidistanza, facilita i partecipanti a valutare i bisogni specifici della famiglia nel suo complesso, aiutandoli a trovare condizioni condivise, che tengano in considerazione tutti gli aspetti e tutte le persone coinvolte.

Quest’ultime sono le vere protagoniste del processo, il mediatore è un semplice facilitatore, che lavora comunque garantendo che vengano presi in considerazione e rispettati in primis gli interessi dei minori coinvolti.

Una delle necessità fondamentali è quella di garantire un ascolto profondo e attivo, una vera e propria arte da imparare e sviluppare lasciando ampio margine alla creatività delle persone.

La mediazione offre dunque uno spazio dove aprire una comunicazione trasparente su temi molto delicati, dove esporre le rispettive ragioni e stabilire in modo condiviso come procedere nella pratica quotidiana.

Si tratta di un luogo dove può essere riconosciuta e gestita la complessità, cercando di elaborarla in un’ottica pragmatica sul presente e sul futuro.

Siamo convinte che il mediatore familiare possa svolgere un ruolo molto importante e necessario nella costruzione di un contesto di pace, che prima di tutto può e deve partire dalla famiglia, con la convinzione che ognuno ha nelle proprie mani la possibilità di rideterminare in qualche modo il suo presente e il suo futuro, qualsiasi siano state le esperienze vissute.

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