23 giugno 2014 Francesca Forani

Condannato il coniuge che cambia la serratura della casa famigliare impedendo l’ingresso all’altro coniuge

Quando l’amore finisce le porte si chiudono, così come spariscono i nomi dei propri coniugi e le date di matrimonio tatuate sulle più disparate parti del proprio corpo.

Come a dire se mi lasci ti cancello o se mi lasci ti “sbatto fuori (casa)”!

E se per l’eliminazione di tatuaggi sono sufficienti diverse ed efficaci tecniche laser, non sempre ci è consentito cacciare di casa l’ex che ci ha tradito, senza incorrere in spiacevoli conseguenze penali.

E’ quanto accaduto ad un marito che arbitrariamente sostituiva la serratura della casa famigliare della quale era comproprietaria la moglie, con il preciso intento di impedire alla donna l’accesso alla abitazione.

serratura della portaNeanche il tempestivo intervento delle forze dell’ordine, prontamente allertate dalla moglie, permisero a quest’ultima l’accesso alla casa famigliare.

La donna aveva chiesto la separazione dal marito supplicandolo di lasciarle l’uso della casa coniugale di cui era comproprietaria, ma il marito non solo aveva negato il proprio consenso costringendola ad abitare presso la casa dei propri genitori, ma le aveva impedito di fatto l’accesso con l’arbitrario cambio di serratura.

La inevitabile conseguenza è stata la sentenza penale di condanna che ha riconosciuto l’irascibile marito colpevole del reato previsto dall’art. 392 c.p. per esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Il sordo sentimento di rabbia del marito si è dissolto in una sentenza di condanna che ha inasprito ancor di più i già compromessi rapporti tra gli ex coniugi.

Cedendo alla collera non facciamo necessariamente un torto al nostro nemico, ma in compenso danneggiamo senz’altro noi stessi.” (Dalai Lama, I Consigli Del Cuore).

 

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