10 marzo 2014 Francesca Forani

La grande truffa del principe azzurro

Il principe azzurro non esiste! Prima ce ne rendiamo conto meglio è.

La vera identità del principe non è mai stata esattamente delineata: di lui, nelle innumerevoli fiabe, si è sempre evidenziato l’aspetto affascinante, il coraggio e l’estremo romanticismo che ammalia e conquista la damigella di turno.

E’ altrettanto noto che “prima d’incontrare il principe azzurro, ci tocca baciare un sacco di rospi”, senza avere, tuttavia, la matematica certezza che il fatidico incantesimo si sciolga.

Spesso i nostri agognati principi azzurri si perdono irrimediabilmente nel bosco, tanto che  neppure il più sofisticato dei GPS  sarebbe in grado di rintracciarli.

E se smettessimo di inseguirlo e dirottassimo, invece,  le nostre energie verso la ricerca dell’uomo giusto e adatto a noi?

Si sa che il talento sta nelle scelte.

Scegliere bene e con criterio significa avere una vita appagante e consapevole.

Quindi nello scegliere il nostro compagno, marito, padre dei nostri figli o uomo della nostra vita, una volta abbandonato l’illusorio stereotipo del principe, facciamo attenzione ai tratti caratteristici della sua personalità.

principe azzurroImpariamo a conoscere i suoi atteggiamenti, il suo modo di pensare, di agire, di  rapportarsi con il mondo esterno, prima di intraprendere un cammino insieme.

Questa fase preliminare è essenziale perché, in caso di rottura del rapporto (separazione e/o divorzio), non possiamo invocarli nel processo ai fini di una richiesta di addebito.

I c.d. tratti di personalità “sono caratterizzati da una permanente stabilità e sono sostanzialmente presenti in (quasi) tutte le fasi della vita di una persona, caratterizzandone, appunto, il suo modo di essere (descritti, ad esempio, in termini di: autoritarismo, carenza empatica nei confronti dei figli e della moglie, tendenza al controllo, ambiguità comunicativa, oscillazioni di umore). Tali tratti non solo sono costanti ma, proprio in quanto tali, sono da subito manifesti, palesi, sì che la scelta di vivere con una persona è la scelta di vivere con i suoi tratti di personalità salvo, ovviamente, che essi si modifichino sensibilmente diventando, eccessivamente, rigidi e non più flessibili (sia pure non necessariamente virando in disturbi di personalità ovvero in stati psicotici) finendo per incidere negativamente sulla qualità della vita di coppia rendendola intollerabile. I tratti di personalità, poiché conosciuti dal coniuge prima del matrimonio, non possono essere posti a fondamento di una domanda di addebito, in caso di separazione giudiziale.” [Trib. Milano, sez. IX, sentenza 17 luglio 2013]

Non compriamo a scatola chiusa, proviamo il prodotto, appuriamone le qualità e valutiamone i difetti.

Se la comparazione di tutti questi elementi ci fornisce un bilancio positivo e soddisfacente, procediamo pure nell’acquisto, in caso contrario è meglio desistere.

Lasciarsi sedurre da sua Maestà il Rospo, infatti, potrebbe avere conseguenze ancor più gravi e irreversibili.

 

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