4 febbraio 2014 Francesca Forani

Family in progress – Viaggio tra le nuove tipologie familiari

Il concetto di famiglia non è statico, ma dinamico.

La famiglia evolve, cambia in modo repentino e radicale la sua tradizionale forma, ma non si estingue.

Anzi, in una società veloce e sempre più anarchica la famiglia assume modelli e forme differenti.

Le mutazioni nel campo economico, lavorativo, tecnologico  e, soprattutto,  il nuovo ruolo assunto dalla donna, contribuiscono a disegnare nuove strutture sociali radicalmente  sganciate da quelle tradizionali.

Sono cambiati essenzialmente il rapporto di coppia e la relazione genitori-figli, si pensi al crescente proliferare delle c.d. famiglie di fatto ed all’aumento dei figli nati fuori dal matrimonio.

Le diverse tipologie di famiglia si basano su un nuovo concetto di coppia  e  sulla  opportunità concessa ai componenti della coppia di modificare e/o estinguere il loro rapporto.

tipologie familiariInevitabilmente ciò incide in modo consistente sul rapporto genitori – figli e sulle conseguenti problematicità che scaturiscono dalla facilità di disgregazione del nucleo familiare originario.

In Italia, il matrimonio presenta un basso grado di modificabilità a causa delle lungaggini burocratiche necessarie per il divorzio.

Si pensi al lungo periodo di separazione obbligatorio (3 anni) ed al costoso contenzioso giudiziale necessario se i coniugi non si orientano verso una cessazione consensuale del vincolo matrimoniale.

In altri paesi europei, la stabilità della coppia è meno tutelata e la  maggiore permissività della legislazione in ordine alla durata ed alle modalità di divorzio consentono una grande flessibilità  e facilità di addivenire all’estinzione del rapporto coniugale.

Anche la variabilità delle forme di famiglia è strettamente collegata al riconoscimento delle coppie di fatto e delle unioni tra soggetti dello stesso sesso disciplinate dalle diverse legislazioni statali.

Il massimo grado di variabilità è quello riconosciuto dalla legislazione dei Paesi Bassi che prevede, oltre al matrimonio tradizionale, varie tipologie di convivenze registrate come  la “registered partnership” (la forma più forte di riconoscimento delle coppie di fatto), la “cohabitation agreement” (forma più blanda di coabitazione assimilabile al contratto prematrimoniale) ed infine la “unregistered cohabitation” (forma di coabitazione svincolata da qualsiasi tipo di formalizzazione in cui i diritti e doveri vengono automaticamente acquisiti dopo un certo periodo di convivenza).

Il massimo grado di staticità, invece, è quello garantito dall’Italia, la cui legislazione non prevede, ad eccezione del matrimonio fondato sull’unione di soggetti di sesso diverso, nessun altra forma di unione civile,  né una disciplina del rapporto di convivenza al di fuori del matrimonio, né la possibilità di stipulare contratti prematrimoniali.

Solamente dal 2 dicembre 2013, per iniziativa del Consiglio Nazionale del Notariato che ha predisposto appositi contratti di convivenza, è possibile in Italia regolare i rapporti patrimoniali relativi alla convivenza nelle famiglie di fatto anche in caso di cessazione del rapporto (ad es. l’abitazione, il mantenimento in caso di bisogno, la proprietà dei beni, il testamento con clausole a favore del convivente, ecc.).

L’efficacia di simili accordi è, in ogni caso, limitata esclusivamente ai soli aspetti economici, essendo  indisponibili quelli relativi alla posizione personale dei conviventi e dei loro figli.

La modificabilità del rapporto di coppia incide anche sul rapporto con i figli.

Pertanto, il nuovo concetto di famiglia e la formazione delle varie tipologie familiari sono determinate  anche e soprattutto dalla nuova prospettiva che assume la relazione genitori-figli.

Si pensi alle problematiche relative all’affidamento dei minori in caso di separazione e divorzio, alla opportunità di consentire l’adozione a coppie di fatto, a coppie omosessuali o a single, all’affidamento etero familiare reso necessario dalla temporanea incapacità della famiglia di origine di prendersi cura dei propri figli minori, al sostegno familiare o famiglia solidale, fino ad arrivare all’istituto della Kafala o al modello della Family Group Conference.

FamigliaBlog da questa settimana intraprende un breve ma significativo viaggio attraverso le varie tipologie familiari, con particolare attenzione alla nuova connotazione assunta dal rapporto genitori-figli.

Verrà analizzata la c.d. famiglia disgregata, formata dai due genitori separati e dai figli affidati in maniera condivisa ad entrambi; la famiglia di fatto; la famiglia affidataria,  che interviene nel caso di affidamento etero familiare; la famiglia solidale; la famiglia adottiva.

Infine, per completezza di indagine, si esaminerà il modello delle Family Group Conference, nato dalla concreta esigenza di aiutare e controllare la tutela dei minori, e l’istituto della Kafala, proprio del diritto islamico e posto a tutela dei minori abbandonati che rappresenta, sempre più, un modello di affidamento minorile in grado di produrre effetti  diretti sul nostro ordinamento.

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