14 ottobre 2013 Elisabetta De Santis

Papà ricco = più spese straordinarie di mantenimento

Uomo_con-soldiIn caso di separazione, al coniuge più facoltoso può essere imposto di contribuire alle spese straordinarie dei figli nella misura dell’80%.

E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione civile che, con l’ordinanza n. 21273 del 18 settembre 2013, ha confermato la sentenza della Corte di Appello di Ancona che poneva a carico del padre – chirurgo estetico – l’80% delle spese straordinarie di mantenimento per la figlia di quattro anni.

In sede di separazione e di divorzio, i genitori non collocatari normalmente sono tenuti a corrispondere un assegno per il mantenimento dei figli ed a contribuire alle cosiddette spese straordinarie, come, ad esempio, spese mediche, spese scolastiche, attività sportive e ricreative, lezioni di sostegno, ecc. (vedi anche art. “E io pago!”).

Tali spese, in genere, vengono poste dal giudice a carico di entrambi i genitori nella misura del 50% ciascuno, ma questa, come abbiamo visto, non è necessariamente la regola.

Nello stabilire la partecipazione di ciascun genitore, il giudice deve infatti considerare l’eventuale  maggiore disponibilità economica di una delle parti.

Sussiste l’obbligo di entrambi i genitori, che svolgono attività lavorativa produttiva di reddito” – ha ricordato la Cassazione nella suddetta ordinanza – “di contribuire al soddisfacimento dei bisogni dei figli minori, in proporzione alle proprie disponibilità economiche […]”.

Il dovere di istruire ed educare la prole è previsto dall’art. 147 del codice civile, che impone ai genitori di provvedere a tutte le esigenze dei figli, non riconducibili esclusivamente all’obbligo alimentare ed abitativo ma anche scolastico, sportivo, sanitario, sociale, fino a che i figli stessi non raggiungano un’indipendenza economica.

Più è alto il livello economico del genitore, maggiori saranno le esigenze del figlio e quindi più cospicuo sarà l’assegno di mantenimento.

Se la capacità contributiva della madre è minore di quella del padre, esigere da quest’ultimo un maggior contributo relativo alle spese straordinarie non costituisce una duplicazione dell’assegno di mantenimento.

Quindi, secondo la Suprema Corte, è legittimo imporre di pagare l’80% delle uscite extra al padre benestante che già corrisponde un elevato assegno di mantenimento (in questo caso, ben € 1.200,00 mensili), e non viola i criteri per la determinazione dell’assegno periodico previsti dal codice civile.

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Comments (6)

  1. mario

    è ora di smetterla…la moglie che chiede la sewparazione deve provvedere a se stessa…ba sta hanno voluto la parità e allora basta….non bisogna stupirsi se ogni giorno si legge di donne uccise da ex marito.. le donne ti portano alla depressione totale
    e se la uccida la tua ex non è colpa tua..proviamo ha vedere,gli devi dare il vitalizio,gli devi lasciare casa,dentro casa tua se porta l’amante…cos’altro deve vedere un uomo per perdere la ragione?

    • FamigliaBlog

      I conflitti, caro Mario, si risolvono con il confronto, la mediazione e l’assunzione reciproca delle proprie responsabilità.
      La non violenza distingue l’uomo dalla bestia.

  2. Giorgio

    Niente da replicare mi sembra una sentenza equa. Ma nel caso uno o entrambi i genitori siano liberi professionisti con una disponibilità economica variabile, in base al lavoro effettuato ogni anno, come si fa? Può capitare di avere notevoli sbalzi e diventa difficile stabilire una percentuale valida per tutti gli anni. Grazie!

    • Gentile Giorgio, la prassi è che le spese straordinarie vengano suddivise al 50%, poi sta al genitore che ha più capacità economica sopperire alle eventuali momentanee difficoltà dell’altro.

  3. aldo

    sono d’accordo per il mantenimento dei figli ma non mi sembra corretto pagare anche dopo la maggiore età dei figli stessi specie se non si ha la possibilità.
    Credo che fino ai 25 anni possa bastare sia gli alimenti sia le spese extra.

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