2 ottobre 2013 Francesca Forani

Genitori, non siete immortali! Di testamento e tutori

super_genitoriL’immortalità è dire ogni giorno “Ci vediamo domani”, diceva il protagonista dell’omonimo film interpretato da Enrico Brignano, perché quando pronunciamo quelle parole crediamo davvero che nulla possa accaderci.

Poi leggiamo notizie come: “Guida drogato sul Grande Raccordo Anulare e travolge auto. Muoiono un carabiniere e la moglie. L’investitore risultato positivo al test antidroga: prima ricoverato in ospedale poi portato a Regina Coeli. Le vittime lasciano due figli di 5 e 8 anni”, e pensiamo: e se succedesse a noi, a chi lasceremmo i nostri figli?

La legge stabilisce che, se un minore resta senza genitori, il giudice tutelare provvede a nominare un tutore.

Generalmente, il tutore viene scelto tra le persone più vicine al minore: nonni, zii o tra coloro che si siano occupati del minore in virtù di un rapporto affettivo costante.

Potrebbero essere scelte anche persone non legate da vincoli di parentela, purché abbiamo un particolare legame con il minore, ed età e condizione familiare tale da consentire che la sua crescita  avvenga in un ambiente sano ed idoneo.

Il giudice potrebbe anche sentire il minore se l’età (deve aver raggiunto 16 anni) e la sua capacità di discernimento lo consentono.

Se, invece, siamo genitori previdenti potremmo inserire la designazione di un tutore per i nostri figli minori nel testamento.

Ce lo consente l’art. 348 del codice civile.

Tale designazione ha valore solo se proviene dal genitore legittimo, naturale o adottivo, che abbia esercitato per ultimo la potestà genitoriale sul minore.

Un problema potrebbe sorgere nel caso di commorienza dei due genitori che abbiamo lasciato designazioni di tutori che non coincidano.

In tal caso, interverrà il giudice tutelare e provvederà alla scelta del tutore ritenuto più idoneo.

L’ideale sarebbe la designazione congiunta del tutore da parte dei due genitori.

Attenzione, però, a non inserirla in un unico atto testamentario perché sarebbe travolta da nullità, essendo vietato dal nostro ordinamento, ai sensi dell’art. 589 del codice civile, il cosiddetto testamento congiuntivo.

Prevenire le conseguenze nefaste di una nostra improvvisa e non auspicabile dipartita mediante la designazione di un tutore per i figli minori, ci permette di continuare il nostro ruolo genitoriale attraverso coloro che riteniamo più idonei ed affidabili per garantire un futuro alla nostra progenie.

E ci piace pensare che ciò possa anche essere una sorta di rito scaramantico di lunga vita.

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Comments (3)

  1. Lucia

    E’ difficile prendere l’iniziativa di redigere un testamento quando si hanno ancora dei figli piccoli, proprio perché ci si sente responsabili della loro educazione e si cerca di farlo al meglio e si crede di vivere fino a che siano diventati indipendenti. Ma se così non fosse adesso mi verrebbe da lasciare il mio di 15 anni alla nonna che ne ha 77. Ma se lei poi non se la sentisse cosa succederebbe se rifiutasse la tutela?

    • Gentile Lucia, non esiste alcun obbligo per il tutore designato nel testamento di accettare l’incarico. In caso di rifiuto, sarà il Giudice tutelare ad intervenire ed a scegliere il tutore.

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