27 settembre 2013 Francesca Elisabetta

No alle foto dei minori su Facebook

2Parlare di  privacy su  Facebook  sembra  un‘assurdità.

La privacy è il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata, riconosciuto a tutti, grandi e piccini.

Ma sappiamo come comportarci quando si tratta di tutelare quella dei nostri figli?

Il codice della privacy (D. Lgs. n. 196/2003) stabilisce che non devono essere pubblicate le immagini di minori in modo che siano riconoscibili, anche se si tratta di fatti di rilevanza pubblica, a meno che non ci sia l’autorizzazione esplicita dei genitori.

Si sa, però, che ogni genitore malvolentieri resiste alla tentazione di pubblicare le foto della propria adorata progenie su Facebook, per immortalarne e condividerne tutti i momenti più significativi, dalla nascita allo spuntare del primo dentino.

Si pensi che, secondo una statistica inglese, quasi il 70% delle neo-mamme e dei neo-papà posta su Facebook, a meno di un’ora dalla loro nascita, le foto dei neonati.

Forse, però, non tutti sanno che pubblicare foto su Facebook significa immetterle in rete per un tempo indefinito ed in modo permanente (vedi anche art. “Figli digitali e genitori analogici”).

Per tutelarsi non è sufficiente cancellare le foto dal social network o gestire correttamente le impostazioni sulla privacy, limitandone la visibilità e la possibilità di condivisione.

Le immagini dei minori non dovrebbero essere affatto pubblicate.

Altrimenti, si arriva al paradosso per cui sono gli stessi genitori a rendere vulnerabili i propri figli, trasformando le loro foto in facile preda per i pedofili.

Non è raro che siano le scuole o gli asili a pubblicare in rete foto e video dei propri alunni minorenni.

Ciò è consentito dalla legge solo previo consenso espresso dei genitori e soltanto attraverso le pagine del sito istituzionale della scuola (pubblica o paritaria).

Il consenso non può essere generico, ma deve essere richiesto per ogni pubblicazione e per ogni evento, anche se collettivo.

Non è, invece, possibile, anche con il consenso dei genitori, la pubblicazione delle foto sui social network:

l’art. 18, comma 2, del D. Lgs. n. 196/2003 stabilisce, infatti, che “Qualunque trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici è consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali”.

Ricordiamoci, quindi, che è sempre possibile chiedere alla scuola la cancellazione immediata delle immagini pubblicate illecitamente.

Attenzione anche a pubblicare su Facebook le foto dei figli minori dei nostri “amici”, potremmo trovarci involontariamente coinvolti in un processo penale.

Il Giudice di Pace di Foggia ha ritenuto colpevole del reato di lesione di diritto all’immagine, condannandolo al risarcimento dei danni morali in favore dei genitori,  l‘amico di famiglia che ha pubblicato sul proprio profilo Facebook le foto del battesimo del neonato.

Partecipare ad una festa e scattare delle fotografie non ci dà il diritto di pubblicarle, senza  il previo consenso dei soggetti ritratti.

In conclusione, evitiamo di pubblicare foto dei nostri figli: la migliore difesa resta sempre il buon senso!

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Comments (13)

  1. Annamaria

    Mi sembra esagerata questa forma di privacy nei confronti di un neonato, sarò ingenua ma non capisco cosa potrebbe farci un pedofilo.

    • Gentile Annamaria, il pedofilo cerca costantemente foto dei minori su internet e, se riesce ad accedere alle pagine private degli iscritti a Facebook, può facilmente impossessarsi delle foto pubblicate, per “collezionarle” oppure per utilizzarle come merce di scambio. Consideri, poi, che le fotografie, oltre ad essere viste, ormai possono essere zoommate. Ingrandendo con le dita determinate zone intime, il pedofilo riesce a soddisfare sempre più la sua ossessione.

  2. Giada e Marialuce

    Può capitare che nei siti porno si facciano fotomontaggi usando visi di persone che non hanno dato l’autorizzazione? E’ possibile trovare il volto di un nostro figlio in tali siti? E’ capitato qualcosa del genere?

    • Gentili Giada e Marialuce, si sono verificati casi in cui i volti di bambini trovati in rete sono stati “incollati” sulle foto di altri bimbi vittime di episodi di abuso. In Italia, dal 2006  il reato di pornografia minorile si applica anche ai fotomontaggi, ai fotoritocchi e, in generale, al materiale pornografico “virtuale” realizzato utilizzando immagini di soggetti minorenni (art. 600-quater.1 c.p. , così come modificato dalla legge 6 febbraio 2006, n.38)

  3. raffa

    Ottimo lavoro ! Sono daccordissimo!!!!!!
    Non ero al corrente che, come Voi avete giustamente precisato :il consenso non puo’ essere generico ma deve essere richiesto x ogni pubblicazione e x ogni evento anche se collettivo. Comincio a contare le possibili denunce che potrei fare !
    Ciao ciao a presto
    raffa

  4. Pierpaolo L.

    Concordo con il discorso della riservatezza, purtroppo regna la superficialità e viene sempre più esaltata l’apparenza, si fa quasi a gara per apparire al meglio. Facebook può essere insidioso e nascondere “trappole” soprattutto per gli adolescenti che navigano soli e indisturbati e non pensano che dietro ad ogni computer può nascondersi un pericolo. Ci sono strumenti a disposizione di noi genitori per poter sorvegliare più da vicino i nostri figli?

    • Gentile Pierpaolo, il modo migliore è sicuramente quello di spiegare al proprio figlio che cosa viene reso pubblico o meno nei vari social network e come configurare correttamente le impostazioni della privacy. Importante è anche fargli capire come gestire nel modo giusto le informazioni che riguardano gli altri, rendendolo edotto delle possibili conseguenze negative di una loro diffusione. Si tratta di insegnare ai nostri figli a navigare in modo consapevole e ad impostare al meglio i livelli di sicurezza del browser.

  5. Io sono assolutamente contraria alla pubblicazione di foto di minori su internet e social networks, a maggior ragione dei propri figli. Trovo sia una mancanza di rispetto della loro privacy e che sia per loro un cattivo esempio. Ma il discorso non vale solo per le foto ma riguarda anche il fatto di scrivere con leggerezza di loro problemi di salute, fatti personali, ecc. Credo che la questione sia molto sottovalutata e che siano necessarie importanti campagne di sensibilizzazione ed “educazione”.
    Grazie per questo vostro articolo!

  6. grazia

    Nel caso di genitori separati il consenso deve essere di entrambi o basta di uno anche se l’altro non è d’accordo?

    • Gentile Grazia, è necessario il consenso di entrambi i genitori per la pubblicazione delle foto dei minori sui social, ma se l’affidamento dei minori è esclusivo ad uno solo dei coniugi è sufficiente il consenso del genitore affidatario.

  7. Stefania

    Io ho l’affidamento esclusivo di mio figlio e suo padre ha pubblicato più volte foto del bambino su Facebook nonostante gli abbia detto mille volte che non voglio foto del bimbo su internet. Cosa posso fare? Posso denunciarlo? Grazie

    • Gentile Stefania, ha ragione: se lei non è d’accordo, il padre di suo figlio non può pubblicare foto del minore su internet. Può pertanto rivolgersi ad un legale per predisporre nei suoi confronti una diffida.

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