23 settembre 2013 Francesca Forani

Genitori con la valigia: collocamento dei minori

immagine genitori valigiaMinori alla riscossa unitevi!

Il primo goal a favore dei minori è stato segnato a Varese: non saranno più i figli minori a dover trovare un collocamento, ma i loro i genitori separati.

I figli rimarranno nella casa familiare continuando a vivere secondo le loro quotidiane abitudini e toccherà ai loro genitori, che hanno deciso di porre fine al matrimonio, a doversi alternare ogni settimana per adempiere al loro impegno genitoriale.

Il decreto del Tribunale di Varese n. 158/2013 ha omologato gli accordi di separazione di due genitori che hanno tutelato l’interesse dei loro figli a non subire i c.d. traumi da spostamento, accollandosi in prima persona l’onere di alternarsi nella casa familiare e provvedere alla cura e gestione della famiglia.

Collocamento è l’orribile parola che si usa per indicare quale debba essere la residenza dei figli in caso di separazione dei genitori.

I figli, alla stregua di oggetti, vengono collocati o presso la madre o (in rare eccezioni) presso il padre.

Alcuni tribunali hanno l’accortezza di utilizzare il termine “residenza privilegiata” ma, a terminologia diversa, sottende la medesima problematica, ovvero con quale genitore risiederanno i figli?

Essere genitori collocatari comporta delle grandi responsabilità, ma anche vantaggi da non sottovalutare.

Il genitore collocatario, infatti, diventa titolare di tutti quei benefici previsti dalla legge come l’assegnazione della casa familiare, il diritto di abitarvi stabilmente ed il versamento dell’assegno mensile di mantenimento in favore dei figli minori o dei figli maggiorenni non autosufficienti economicamente.

Tuttavia, non si deve mai dimenticare che la funzione principale dell’affidamento condiviso è quella di garantire rapporti equilibrati e continuativi tra figli e genitori, in modo da consentire a questi ultimi di vivere un rapporto personale con entrambi i genitori, nel rispetto di un normale ritmo di vita e di un regolare assolvimento dei doveri scolastici e degli altri analoghi impegni.

Ogni mezzo è idoneo per il raggiungimento di tale fine.

In questa ottica, quindi, l’originale decisione del Tribunale di Varese di consentire ai figli il godimento della casa familiare ed il regolare alternarsi della presenza dei loro genitori per periodi pressoché identici, può inaugurare un nuovo e valido metodo di co-genitorialità.

Un metodo che consentirebbe ad entrambi i genitori di addossarsi pari responsabilità nello sviluppo psico-fisico ed educativo dei loro figli e di condividere uguali diritti nelle decisioni che li riguardano.

Avessimo trovato l’uovo di Colombo?!

 

 

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Comments (2)

  1. Marco

    In teoria sembra una sentenza equa, ma in pratica se uno dei due genitori avesse difficoltà a vivere nella casa familiare per motivi di lavoro, cosa succederebbe?

    • Gentile Marco, sentenze di questo genere presuppongono l’accordo dei genitori circa le modalità di affidamento dei figli, accordo che è alla base di una separazione consensuale.

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