25 agosto 2013 Francesca Forani

Quelli che… il motorino lo hanno solo sognato!

imagesAi miei tempi quando si arrivava al compimento del quattordicesimo anno di età  si sospirava per ottenere il fatidico motorino.

Che si chiamasse Ciao o Bravo o addirittura  SI poco importava, l’unica preoccupazione per noi adolescenti  di allora,  ancora in preda all’acne, ma intraprendenti  e desiderosi di autonomia, era quella di poter salire sulla sella del nostro primo motorino.

Cominciavano così le estenuanti trattative con i genitori  per raggiungere un compromesso adeguato e soddisfacente per entrambe le parti.

Nel mio caso non si raggiunse alcun accordo.  Parafrasando Einstein  sarebbe stato più semplice spezzare un atomo che il pregiudizio che avevano i miei genitori in merito alla pericolosità del  “demoniaco mezzo di trasporto”.

Da allora la bicicletta è diventato il mio mezzo di locomozione preferito.

Ma a distanza di diversi anni, con il senno della donna matura, posso affermare che la lungimiranza dei miei genitori ha tutelato la mia incolumità fisica ed il loro portafoglio.

E’ significativa, a tal proposito, l’esperienza di quel padre che ha dovuto rispondere  della violazione dell’art 97 del codice della strada perché il figlio  minorenne  aveva modificato le caratteristiche tecniche del motorino.

Oltre alla sanzione amministrativa, il padre ha dovuto subire la misura accessoria della confisca del veicolo.

Infatti, non potendo il minore essere assoggettato a sanzione amministrativa, a risponderne è colui che è tenuto alla sua sorveglianza, a meno che non riesca a dimostrare l’impossibilità di non aver potuto impedire il fatto.

 Quanto alla responsabilità del genitore esercente la potestà, per l’illecito commesso dal minore la Corte di Cassazione con sentenza n. 6685 del 21/03/2007 ha testualmente stabilito che :

la dimostrazione del genitore di non aver potuto impedire il fatto va fornita attraverso la prova di aver esercitato la massima vigilanza sul minore e di aver fatto il possibile per evitare che il medesimo circolasse su strada con un veicolo capace di sviluppare una velocità superiore a quella consentita e di aver controllato che il veicolo non venisse a tali fini modificato . Peraltro, il tipo di violazione in discorso non è inquadrabile in una condotta episodica che può sfuggire al controllo di un genitore, ma comporta una modifica stabile della meccanica del motoveicolo, che l’esercente la potestà avrebbe potuto e dovuto verificare, tenuto anche conto che trattasi di una operazione non inusuale e la cui facile realizzabilità è notoria. Né può il genitore esercente la potestà eludere i propri obblighi di vigilanza adducendo la non coabitazione con il minore, peraltro dimorante nella medesima città. “

Dal caso esaminato si trae l’insegnamento che il grado di vigilanza che devono esercitare i genitori sui figli deve essere sempre adeguato alla situazione, altrimenti si incorre in sanzioni non previste ed estremamente onerose.

E’ proprio il caso di dire “Hai voluto il motorino per tuo figlio? Allora controlla !”

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Comments (4)

  1. Lorena

    E’ possibile che uno dei due genitori si tiri fuori dalle responsabilità derivate dall’utilizzo del motorino redigendo una dichiarazione “liberatoria” scritta?

    • No, assolutamente no. Fino a quando i propri figli sono minorenni la responsabilità ricade inequivocabilmente su chi esercita la potestà genitoriale. 

  2. piero56

    Anche le auto sviluppano una velocità superiore a quella consentita dalla legge ma non si deve violare il limite. Penso che invece di ricorrere alla confisca del veicolo sarebbe più educativo utilizzare il patentino a punti anche per i minorenni, così sarebbero più responsabili delle proprie azioni.

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