5 agosto 2013 Francesca Forani

Gli assegni familiari della discordia

imagesLa frase più bella in tutte le lingue  è: “Si allega assegno…”. diceva Dorothy Parker, giornalista, poetessa e scrittrice americana.

Ma nel microcosmo dei conflitti coniugali, anche gli assegni familiari possono diventare motivo di scontro tra ex coniugi.

In realtà il termine “assegni familiari” è una espressione ambigua che ricomprende istituti di varia natura.

Oggi si parla di assegno per il nucleo familiare la cui previsione è nata per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti sia pubblici, che privati e dei pensionati da lavoro dipendente con nuclei familiari numerosi e redditi entro certi limiti stabiliti per legge.

In origine gli assegni familiari consistevano in un importo fisso per ogni familiare a carico, oggi, invece, è previsto un assegno per il nucleo familiare considerato unitariamente.

Dobbiamo, però, ricordare che nel 1975 e nel 1977 sono state emanate due norme per regolare la situazione di conflitto fra coniugi separati e favorire il coniuge affidatario dei figli, vale a dire l’art. 211 legge 1975/151 e l’art. 9 legge 1977/903.

Entrambe le suddette norme, ancora vigenti, sanciscono il diritto del coniuge affidatario a percepire gli assegni familiari per i figli indipendentemente da chi sia il titolare del rapporto  di lavoro posto a base della erogazione.

In buona sostanza, il coniuge che versa l’assegno di mantenimento per i figli, indipendentemente dall’ammontare fissato in sede di separazione, deve corrispondere all’altro coniuge anche gli assegni familiari che percepisce, salvo che sia diversamente stabilito in modo espresso negli accordi di separazione.

Ciò significa che, in assenza di una specifica pattuizione, l’assegno in favore dei figli non è automaticamente comprensivo degli assegni familiari.

Questi ultimi spettano per legge al coniuge affidatario .

Quindi, se non diversamente stabilito dagli accordi di separazione, il coniuge percettore dell’assegno per il nucleo familiare, è gravato dell’obbligo di corrisponderlo in aggiunta all’assegno di mantenimento.

E cosa succede in caso di affidamento condiviso?

Il diritto all’assegno per il nucleo familiare scatta a favore di entrambi i coniugi affidatari, ma sarà necessario individuare il nucleo familiare di riferimento per il riconoscimento e la misura dell’assegno.

L’individuazione di chi tra i due effettuerà la richiesta di autorizzazione al trattamento di famiglia  potrà essere determinata da un accordo tra le parti.

In difetto, l’autorizzazione alla percezione della prestazione familiare verrà accordata al genitore con il quale il figlio risulta convivente .

Di contro, invece, “… gli assegni familiari per il coniuge, consensualmente o giudizialmente separato, in mancanza di una previsione analoga al citato art. 211, spettano al lavoratore, cui sono corrisposti per consentirgli di far fronte al suo obbligo di mantenimento ex artt. 143 e 156 cod. civ., con la conseguenza che, se nulla al riguardo è stato pattuito dalle parti in sede di separazione consensuale (ovvero è stato stabilito dal giudice in quella giudiziale), deve ritenersi che nella fissazione del contributo per il mantenimento del coniuge si sia tenuto conto anche di questa particolare entrata.” [Sez. 1, Sentenza n. 5060 del 02/04/2003; Sez. U, Sentenza n. 5135 del 27/11/1989]

Anche per le coppie di fatto la Corte di Cassazione, con sentenza n. 14783 del 18 giugno 2010, ha ribadito il diritto  all’assegno per il nucleo familiare in favore dei figli naturali legalmente riconosciuti e conviventi.

Ai fini del diritto all’assegno rileva un concetto di nucleo familiare che va ben al di là  della famiglia tradizionalmente basata sul matrimonio, che ricomprende, invece, anche i figli nati al di fuori del matrimonio stesso e non inseriti nella famiglia legittima, purché legalmente riconosciuti.

Avere le idee chiare su cosa sono e come devono essere erogati gli assegni per il nucleo familiare, potrebbe aiutare  gli ex coniugi ad evitare ulteriori inutili e sterili conflitti ed a comprendere che “per tenere in piedi una famiglia non basta togliere le sedie dal salotto”.

Vedi anche art. “E io pago!“.

Comments (3)

  1. roby

    Assegni familiari, un mondo a me sconosciuto che sono libera professionista. Ma più o meno a quanto ammonta? Viene corrisposto mensilmente?

    • Gentile roby, l’assegno per il nucleo familiare viene pagato mensilmente dal datore di lavoro o dall’INPS direttamente sulla busta paga del lavoratore e il suo importo varia in base al numero dei componenti e al reddito del nucleo familiare.

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