1 agosto 2013 Francesca Forani

Il mal di cibo. Anoressia, bulimia e internet

imagesSi dice che  a tavola non si invecchia, ma mangiar bene è un’arte che bisogna apprendere.

Attraverso il cibo comunichiamo chi siamo.

Un sano rapporto con il cibo indica salute, serenità e apertura agli altri, mentre un rapporto alterato con il cibo testimonia un grave disagio esistenziale.

Con il termine DCA si intendono tutti quei disturbi del comportamento alimentare che si esprimono mediante una eccessiva preoccupazione per il peso ed una paura ossessiva di ingrassare .

Secondo il  Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, noto anche con la sigla DSM ( Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders)  esistono tre categorie che qualificano i suddetti disturbi del comportamento alimentare: l’Anoressia Nervosa (AN), la Bulimia Nervosa (BN) ed il Disturbo dell’alimentazione non altrimenti specificato (NAS) alla quale è ascrivibile anche il  Disturbo da alimentazione incontrollata (DAI).

Il mito dell’essere magre a tutti i costi rappresenta un mezzo per manifestare il proprio disagio derivante dalla incapacità  e dalla paura di affrontare le difficoltà della vita e le conseguenti responsabilità.

Oggi assistiamo anche a varianti della anoressia tipica: si pensi alla c.d. drunkoressia che si traduce  nel  mangiare sempre meno fino a digiunare per poi assumere rilevanti quantità di bevande alcoliche

Le ragazze  bevono per sentirsi accettate dal gruppo e digiunano per compensare l’apporto di calorie che intendono assumere bevendo alcolici.

Il complesso di Adone, invece, è la versione alterata e maschile dell’anoressia, definita anche vigoressia o bigoressia.

Tutti questi soggetti hanno una distorta percezione della propria immagine corporea, che nel caso della vigoressia  si manifesta mediante una applicazione maniacale all’esercizio fisico praticato in palestra .

Si parla anche di anoressia inversa in quanto i soggetti colpiti da questo disturbo non sono magrissimi e non tendono alla diminuzione di peso, ma si percepiscono come flaccidi e poco tonici, tanto da ricorrere in modo esasperato e maniacale a pratiche di body building estreme per il raggiungimento di una muscolatura ipertrofica.

Queste malattie, purtroppo,  possono contare su  un ulteriore mezzo di propagazione e contagio.

Il Virus dell’anoressia e della bulimia viene diffuso via internet.

Il proliferare di siti definiti pro-ana (anoressia) e pro-mia (bulimia) con allegati blog e forum permettono di creare dei veri e propri diari alimentari,  di diffondere consigli per perdere peso e sono  rigorosamente riservati a chi condivide ed applica “la filosofia di ANA” ovvero la filosofia  della magrezza assoluta.

Basta digitare sulla tastiera del pc o del tablet  le parole magiche pro- ana e pro- mia  per rimanere allibiti !

Ecco alcuni stralci : “ Guardati con sgomento nello specchio. Sollecita e scaccia il grasso che è là e sorridi quando sporgeranno le ossa. Sono con te quando formuli il tuo plan quotidiano: 400 calorie, 2 ore di esercizio fisico. Sono io che faccio questo, perché da ora i miei pensieri e i tuoi sono fusi insieme come se fossero uno. Ti seguo durante il giorno… Presentati in buono stato. Risucchia quel grasso che hai nello stomaco, maledizione ! Dio, sei una tale vacca grassa !!! “

E’ ovvio che questi siti  sono nati per gestire e controllare lo stress emotivo che deriva dal mantenere e perseguire tali condotte alimentari estreme, costituendo un supporto emotivo e di confronto per tutte le  “adepte”.

Si crea in questo modo un forte senso di comunità e si attutisce il forte senso di solitudine che  travolge e distrugge.

Purtroppo il fenomeno di questi siti è in costante aumento.

Per il momento  solamente il parlamento israeliano ha emesso in data 1 gennaio 2013  una legge che combatte l’anoressia giovanile.

E’ stato fissato un indice di massa corporea minimo pari a  18.5 al di sotto del quale le modelle  non potranno accedere alle sfilate di moda o mettersi in posa davanti ad un fotografo se non avranno esibito un certificato medico che assicuri che nei tre mesi precedenti il loro IMC ( indice di massa corporea) rientri nei parametri ritenuti salutari.

In Italia, purtroppo, ancora non esiste una legislazione  in merito,  solamente  la proposta di legge n 1965 del 28 novembre 2008  ha assunto rilievo ed ha aperto il dibattito al fine di  oscurare i siti promotori della filosofia ana.

Inoltre, l’aver previsto l’introduzione dell’art 580-bis del codice penale, concernente il reato di “istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia e bulimia”, può costituire un valido ed efficace modo per combattere l’istigazione a comportamenti alimentari anoressici e bulimici.

Se internet diffonde il virus, può anche contribuire  a prevenire ed a curare.

Attraverso la diffusione di siti pro-vita, anti-ana e anti-mia,  si può efficacemente contrastare questo fenomeno.

Il ministero della salute ha messo in rete la mappa delle strutture dedicate ai DCA in Italia presso cui rivolgersi per una diagnosi che deve essere la più precoce possibile.

Anche noi, nel nostro piccolo, con il nostro lavoro e, soprattutto, con un atteggiamento attento e volto all’ascolto delle problematiche altrui,  possiamo contribuire alla diffusione di una cultura pro-vita  e portare l’attenzione su questo distruttivo e dilagante fenomeno.

E parafrasando la campagna del Ministero delle pari opportunità SE AMIAMO QUALCUNO DIAMOGLI PESO !

Comments (3)

  1. Anna

    Sono rimasta allibita! Ho letto tutto d’un fiato e riconosciuto intorno a me ragazzi che possono essere stati contagiati da questo “virus”. In effetti non è esclusiva del mondo femminile, anche i maschi non scherzano!

  2. paola

    Non conoscevo questo proliferare di siti internet. Grazie per l’informazione.

  3. Sara

    Noi genitori dobbiamo stare sempre con gli occhi ben aperti e non sottovalutare i disagi dei nostri figli. Informarli dei pericoli a cui possono andare incontro, dopo che anche noi ne abbiamo preso coscienza.

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