19 luglio 2013 Francesca Forani

Facebook: lo spezzacuori!

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Facebook ti aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita”, recita la frase di apertura dell’home page del social network per eccellenza.

In realtà, oggi, Facebook ti aiuta a facilitare la separazione dalle persone che hai avuto la sventura di sposare !

Facebook è diventato il testimone di tradimenti, di flirt, di accuse ed i giudici lo hanno ritenuto attendibile ed utilizzabile in sede giudiziaria per provare relazioni ed assumere informazioni sulla situazione sentimentale dei separandi.

Siamo un po’ tutti narcisisti, abbiamo bisogno di mostrare ciò che facciamo e dove siamo e la necessità di appartenere a qualcosa o a qualcuno, alimenta la nostra autostima.

Facebook sembra assolvere ad entrambi i compiti diventando irresistibile.

Molti, per non dire la stragrande maggioranza degli utenti, non sa che con la semplice registrazione al social network si sottoscrive un vero e proprio contratto, accettandone in toto le condizioni che sono unilateralmente predisposte.

Se ci prendessimo la briga di leggerle scopriremmo che Facebook diventa proprietario indiscusso delle informazioni che immettiamo nella rete.

L’art.2 della DDR ( Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità) prevede espressamente che : “ … per quanto riguarda  i contenuti coperti dai diritti di proprietà, ad esempio foto e video, l’utente concede a facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l’utilizzo di qualsiasi contenuto IP pubblicato su facebook o in connessione con facebook…”

Inoltre, le condizioni contrattuali non lette che sottoscriviamo, possono essere unilateralmente modificate da facebook e l’uso ininterrotto del social network successivo alle modifiche delle suddette condizioni, “costituisce implicita accettazione” delle stesse.

Ovviamente rimaniamo responsabili dei contenuti che immettiamo in rete e, nel caso di reclami e dispute tra noi utenti e facebook, dobbiamo essere disposti a volare oltre oceano perché abbiamo accettato la giurisdizione della corte di Santa Clara County in California.

Quindi, se vogliamo chiedere un aumento dell’assegno di mantenimento in sede di modifica delle condizioni di separazione al nostro ex marito, adducendo che non abbiamo lavoro e che le nostre condizioni economiche sono peggiorate  rispetto al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, potremmo trovarci nella spiacevole situazione di vederci respinta la domanda.

Ciò in quanto facebook ha rivelato al mondo  che abbiamo instaurato  una relazione more uxorio  stabile e duratura con il nostro nuovo compagno che ci consente un tenore di vita addirittura superiore a quello avuto in costanza di matrimonio, determinando così  la sospensione del  diritto a percepire l’assegno di mantenimento.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in data 13 giugno 2013  ha ritenuto che le fotografie e le informazioni pubblicate sul profilo personale del social network “Facebook” siano utilizzabili come prove documentali nei giudizi di separazione.

“… è noto, infatti, che il social network Facebook si caratterizza, tra l’altro, per il fatto che ciascuno degli iscritti, nel registrarsi, crea una propria pagina nella quale può inserire una serie di informazioni di carattere personale e professionale e può pubblicare, tra l’altro, immagini, filmati ed altri contenuti multimediali; sebbene l’accesso a questi contenuti sia limitato secondo le impostazioni della privacy scelte dal singolo utente, deve ritenersi che le informazioni e le fotografie che vengono pubblicate sul proprio profilo non siano assistite dalla segretezza che, al contrario, accompagna quelle contenute nei messaggi scambiati utilizzando il servizio di messaggistica (o di chat) fornito dal social network; mentre queste ultime, infatti, possono essere assimilate a forme di corrispondenza privata, e come tali devono ricevere la massima tutela sotto il profilo della loro divulgazione, quelle pubblicate sul proprio profilo personale, proprio in quanto già dì per sé destinate ad essere conosciute da soggetti terzi, sebbene rientranti nell’ambito della cerchia delle c.d. “amicizie” del social network, non possono ritenersi assistite da tale protezione, dovendo, al contrario, essere considerate alla stregua di informazioni conoscibili da terzi.”

Riscoprire la virtù dimenticata di una sana riservatezza ci potrebbe tutelare dal paradosso dei nostri tempi in cui siamo vittime di ciò che riveliamo al mondo on line in nome del rispetto e della difesa della nostra privacy.

 

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Comments (2)

  1. Francesco

    Effettivamente siamo quasi trascinati in un vortice di immagini e informazioni che ci sembra un gioco innocente ma che invece potremmo vedere rivolgercisi atrocemente contro. Pensare prima di agire non ci farebbe male anche in questo caso!

  2. mery

    Il buon senso dovrebbe essere esercitato in ogni occasione, soprattutto nella vita sociale e Facebook ne è diventato una parte integrante. Usarlo con parsimonia e consapevolezza è un saggio consiglio da dare. Grazie!

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