22 aprile 2013 Francesca Forani

Questo matrimonio s’ha da fare!

Crystal Harris e Hugh HefnerE’ l’amore vero che non ha età, o è la prospettiva di una vita agiata e di una cospicua pensione di reversibilità che fa innamorare? Al Giudice l’ardua sentenza!

Esempi  in tal senso non mancano: da Paola Borboni a Arnoldo Foà , da Charlie Chaplin a Gina Lollobrigida, che ultrasettantenni sono convolati a nozze con “giovani” quarantenni.

Ed il  1° gennaio 2013 si è celebrato il matrimonio del secolo  tra il patron di Playboy, il vegliardo 86enne Hugh Efner, e la prorompente sexi-coniglietta 26enne  Crystal Harris (nella foto).

Solo un gap di 60 anni divide i due innamorati!

La domanda è in crescita costante, e non solo tra i VIP, ma soprattutto tra le giovani badanti che si occupano dell’arzillo vecchietto possidente.

Non sono bastate le denunce e l’opposizione alle pubblicazioni matrimoniali dei figli del nubendo 91enne, titolare di un patrimonio immobiliare stimato in oltre tre milioni di euro, per bloccare l’intraprendente badante 45enne che ha irretito con le sue grazie il malcapitato di turno.

Sposarsi è un diritto fondamentale della persona riconosciuto  a livello costituzionale (art. 2 Cost.) ed  a livello sovranazionale (artt. 12 e 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948).

L’unica limitazione è prevista dal nostro codice civile all’art. 85, a tutela dei  soggetti più vulnerabili, che vengono dichiarati  interdetti per infermità di mente.

Tale limitazione non opera per i  beneficiari dell’amministrazione di sostegno: infatti,  il decreto istitutivo della misura di protezione non può contenere limitazioni alla capacità di contrarre matrimonio.

L’età non può essere considerata causa impeditiva al matrimonio.

Quindi, se al vegliardo nubendo non viene diagnosticata una infermità di mente e lo stesso manifesta una concreta volontà di convolare a nozze, il matrimonio s’ha da fare.

E come dicono gli inglesi : “Age doesn’t matter, unless you are a cheese” (L’età non conta, a meno che tu non sia un formaggio).

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Comment (1)

  1. Un commento un po’ in ritardo, ma poiché sono sposata da 8 anni con un uomo meraviglioso che ha esattamente 47 anni più di me (lui è ultranovantenne), sento di poter dire qualcosa, e cioè che per la pensione di reversibilità la seconda moglie, più o meno giovane, ha meno diritti della prima, se il coniuge è divorziato, poiché se la prima moglie ha diritto a un assegno divorzile, questo le da diritto automaticamente a una parte della pensione di reversibiità, la parte più sostanziosa, visto che nel caso di mariti anziani, evidentemente la prima moglie vanta più anni di matrimonio, il metro con cui si decide la divisione della pensione tra le due “vedove”. Questo fa anche intendere che in realtà il divorzio non sancisce veramente la fine di un matrimonio, se una ex può godere della pensione dell’ex marito. Riguardo gli anziani che sposano le badanti, se avviene, spesso è anche perché la badante è l’unica presenza vitale nella loro vecchiaia, mentre figli e nipoti sono lontani e lasciano alla badante, appunto, ogni responsabilità, e poi si lamentano se il padre prende decisioni che possono sfavorirli sul piano della futura eredità (quando c’è) e decide di condividere con chi gli ha dato un po’ di gioia in un una vecchiaia di solitudine, anche se ovviamente profittatrici in questo ambito ce ne sono molte. Un discorso diverso per i multimiliardari tipo Hugh Hefner, chiaro che la loro vita e le loro decisioni non possono essere paragonate a quelle dei comuni mortali, per quanto cospicuo possa essere il loro conto in banca.
    Anna

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