22 aprile 2013 Francesca Forani

Quando il mal di testa può essere causa di addebito

coppia in crisi seduta a lettoÉ proprio così: la scusa al femminile per antonomasia per evitare rapporti sessuali con il proprio marito, il fatidico mal di testa, può essere causa di addebito della separazione.

Avere una sana attività sessuale mantiene in forma, protegge da infarti ed ictus, evita le malattie cardiache, previene l’osteoporosi, combatte l’emicrania e riduce lo stress.

Per evitare che il matrimonio sia  il primo passo verso il divorzio è necessario che i  coniugi rispettino i propri doveri  di  fedeltà, di assistenza morale e materiale, di collaborazione nell’interesse della famiglia e di coabitazione.

Tra i doveri vi è anche quello dell’appagamento sessuale, la c.d. sedatio concupiscentiae.

Infatti , il reiterato  rifiuto della moglie  di avere rapporti sessuali con il marito  può essere considerata violazione dell’inderogabile dovere di assistenza morale previsto dall’art. 143 del codice civile e costituire così causa di addebito della separazione.

La Corte di Cassazione, Sezione I Civile, con la sentenza n. 19112 del 17 ottobre – 6 novembre 2012 ha ribadito principi di diritto già precedentemente affermati confermando che “[…] il persistente rifiuto di intrattenere rapporti affettivi e sessuali con il coniuge” provocaoggettivamente frustrazione e disagio e, non di rado, irreversibili danni sul piano dell’equilibrio psicofisico,” e costituisce una “ gravissima offesa alla dignità e alla personalità del partner “, configurando ed  integrando “violazione dell’inderogabile dovere di assistenza morale sancito dall’art. 143 cod. civ., che ricomprende tutti gli aspetti di sostegno nei quali si estrinseca il concetto di comunione coniugale. Tale volontario comportamento sfugge, pertanto, ad ogni giudizio di comparazione, non potendo in alcun modo essere giustificato come reazione o ritorsione nei confronti del partner e legittima pienamente l’addebitamento della separazione in quanto rende, impossibile al coniuge il soddisfacimento delle proprie esigenze affettive e sessuali e impedisce l’esplicarsi della comunione di vita nel suo profondo significato”.

Quindi, attenzione a non diventare coniugi inadempienti!

Meglio una sana ed onesta separazione che seguire il consiglio di Lord Philip Chesterfield che esortava a non praticare il sesso perché “Il godimento è effimero, la fatica è tanta, e la posizione è ridicola!“.

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