15 aprile 2013 Francesca Forani

Attenti al gatto!

Il gatto GarfieldChi l’avrebbe mai detto che  in caso di separazione, il gatto potesse essere collocato presso uno dei coniugi separati con regolamento di spese analogo a quello del figlio minore?!

Lo ha stabilito il Tribunale di Milano con decreto del 13.03.2013  omologando  una clausola delle condizioni di separazione di due coniugi con la quale concordavano che   “i gatti della famiglia”  restassero  “a vivere nell’ambiente domestico della madre – ove collocata con la minore -, la quale si farà carico delle spese ordinarie mentre quelle straordinarie saranno sostenute in pari misura dai coniugi”.

I Giudici hanno precisato che  “Il sentimento per gli animali ha protezione costituzionale e riconoscimento europeo cosicché deve essere riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo all’animale da compagnia.”

L’animale non può essere considerato una cosa ma  “un essere senziente” e quindi è possibile e legittimo stabilire i termini di permanenza dell’animale di affezione in casa e le le spese per il suo mantenimento.

E’ noto che la presenza in casa di un gatto felice e soddisfatto (perché ben mantenuto) è di grande compagnia, ha effetti rilassanti e benefici sull’umore, allevia il senso di solitudine, riduce i sintomi depressivi, l’ansia e la pressione arteriosa.

Oggi si ritiene che le fusa del micio di casa  abbiano virtù terapeutiche.

E come diceva il grasso, pigro, testardo e sarcastico Garfield: “Addestrare un padrone è un duro lavoro, ma alla fine i vantaggi sono grandi.”

 

 

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