5 aprile 2013 Francesca Forani

Nomen est omen

nomi di persona scritti su un taccuinoNomen est  omen dicevano i latini.

Il nome è presagio, è destino, è identità.

Dare un nome ad un bambino significa attribuirgli una specifica identità.

Massimiliano viene scostumato… prima che ‘o chiamm’ Ma-ssi-mi-lia-no! ‘o guaglione già chissa addò sta, che sta facenno. Non ubbidiscono perché è troppo luongo’, invece Ugo, tu lo chiami Ugo.. chillo come sta vicino a ‘a mamma che se sta pe’ move, Ugo..”

Questa era la filosofia di Massimo Troisi celebrata nel famoso film “Ricomincio da tre”, che vedeva nella brevità del nome del nascituro il buon esito della sua futura educazione.

Il diritto al nome costituisce una componente essenziale dei diritti fondamentali  della persona perché consente una immediata e riconoscibile  identificazione del soggetto che lo porta, essendo un attributo necessario ed ineludibile per lo sviluppo soggettivo e relazionale della personalità.

La scelta del nome, però, viene esercitata dai genitori e non dal soggetto cui il nome è imposto al momento della nascita.

I genitori, tuttavia, non hanno una libertà assoluta nella scelta del nome; le Autorità nazionali, infatti, a tutela della dignità del minore, rifiutano l’imposizione di nome “inusitati” .

E’ vietata l’imposizione di nomi ridicoli o vergognosi ed il nome deve necessariamente corrispondere al sesso del minore per evitare che si possano ingenerare ambiguità ed incidenti sul rispetto della dignità personale.

Fa eccezione il nome ANDREA che non è più solamente un nome maschile.

Da oggi l’impiegato dell’ufficio anagrafe non potrà più rifiutarsi di registrare il nome Andrea per una bimba adducendone l’illegalità.

La Corte di Cassazione, infatti, con sentenza n. 20385 del 20-11-2012, ha stabilito che  Il nome Andrea, anche per la sua peculiarità lessicale, non può definirsi né ridicolo, né vergognoso, se attribuito ad una persona di sesso femminile, né potenzialmente produttivo di una ambiguità nel riconoscimento del genere della persona cui sia stato imposto, non essendo più riconducibile, in un contesto culturale ormai non più rigidamente nazionalistico, esclusivamente al genere maschile”.

Anche gli uragani hanno un nome ed i più pericolosi hanno un nome femminile.

Secondo la leggenda i simpatici metereologi americani dagli anni 50’ agli anni 70’ diedero agli uragani i nome delle loro mogli e fidanzate.

Da oggi nella lista ci sarà anche l’uragano Andrea !

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